Allarme stazione: «Il degrado peggiora. E Bitonci dov'è?»

Gli esercenti: il numero degli spacciatori presenti cresce, serve un presidio costante da parte delle forze dell’ordine
BARSOTTI - CONTROLLI POLIZIA MUNICIPLE IN STAZIONE, VIA CAIROLI,BORGOMGNO
BARSOTTI - CONTROLLI POLIZIA MUNICIPLE IN STAZIONE, VIA CAIROLI,BORGOMGNO

PADOVA. Lo sfratto esecutivo del Punto Snai, già deciso per il prossimo 28 aprile, riaccende le polemiche sul degrado davanti e dietro la stazione. Alle 13 di ieri, davanti all’ex Blockbuster stazionano sette spacciatori nigeriani. Altri sei, tra cui due con una birra in mano, bivaccano all’angolo con via Cairoli, davanti al market cinese. Sopra al cavacalcavia Borgomagno, lato Arcella, dove da tre giorni ha aperto i battenti l’ennesimo nuovo punto alimentare etnico, il solito manipolo di tunisini in bici attende altri tossicodipendenti che arrivano in auto anche da fuori città.

«Tra due mesi è già un anno che Massimo Bitonci si è insediato a palazzo Moroni» sottolinea Mario Cavaliere, gestore del Caffè Dersut. «Aveva promesso mare e monti. Invece non è cambiato niente. Anzi, sotto certi aspetti, il degrado è aumentato. Gli spacciatori sono sempre più numerosi perché ne sono arrivati di nuovi. All’angolo con via Donghi i tossicodipendenti non sono mai andati. Il lato est della stazione è diventato una latrina a cielo aperto. In alcune fasce orarie, in genere, intorno alle 19, non si vedono in giro né vigili e né poliziotti. Un mese fa sono andato a rivedere la mia bella Napoli e in piazza Garibaldi, davanti la stazione centrale, ho subito notato decine di agenti. In questa città, poi, non c’è più nessuno che progetta il cambiamento. Il fabbricato, sul lato Venezia, dove dormivano i macchinisti e i capitreno, è chiuso da un anno. Perché non viene utilizzato come sede staccata della Questura?».

Anche l’edicolante, che si trova dietro la fermata del tram, la pensa allo stesso modo. «Degrado era e degrado è rimasto» osserva il giornalaio di origine albanese. «I blitz delle forze di polizia servono a poco. Gli arrestati si rivedono in giro, spesso, già il giorno dopo. È inutile coniare tortuosi giri di parola. A Padova, come in tutta Italia, servono leggi più severe e deve sempre valere la certezza della pena. A livello locale, poi, è urgente una nuova attività amministrativa in grado di limitare l’apertura dei cosiddetti negozi etnici. O si ha il coraggio di cambiare veramente o la zona della stazione resterà sempre nel degrado».

Anche Alberto Dal Zotto, gestore del Caffè Di.. Vino, nelle ultime settimane, ha sempre dichiarato che in piazzale Stazione non è cambiato niente e ha anche puntato il dito contro quelli che hanno aperto, vicino al suo locale, il bar self service che alla mattina si riempie di mendicanti.

Così, mentre sembra profilarsi una soluzione per il trasferimento della sala scommesse dopo che al titolare del Punto Snai è stato consegnato uno sfratto esecutivo, resta da sciogliere il nodo dello spaccio. L’area della stazione e le immediate vicinanze continuano a rappresentare il principale crocevia scelto dagli spacciatori per i loro traffici. Numerosi, anche nei giorni scorsi, gli arresti eseguiti delle forze dell’ordine ma a quanto pare il tutto non rappresenta un deterrente sufficiente per riuscire ad arginare il problema.

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