Alta velocità, bisogna rifare il Borgomagno

Dopo il sottopasso ci sarà il sovrappasso ferroviario. Per far arrivare l’alta velocità sarà necessario rifare il cavalcavia Borgomagno. Un’operazione da 9 milioni di euro che però non è programmata a breve termine, anche perché ancora non esiste una progettazione. Quello che è certo è che bisognerò farlo. E con tutta probabilità si farà esattamente dove è l’attuale cavalcavia, lavorando a stralci.
D’altronde il primo accordo tra la Tav Spa, le Ferrovie, il consorzio Iricav Due e il Comune per il passaggio della tratta dell’alta velocità-alta capacità a Padova risale al 30 luglio 1998, cioè vent’anni fa.
Il passaggio delle due linee Tav nella stazione padovana è previsto sul lato di via Avanzo, anche per questo è stato necessario rifare il sottopasso. I padovani dunque andranno a prendere i treni veloci per Milano o Roma non più al primo binario ma al nono e decimo.
C’è un anche altro ostacolo: le due nuove linee Tav incrociano a Padova la linea che arriva a Castelfranco ma è previsto che non ci siano intersezioni per cui servirà un intervento importante a scavalco: potrebbe essere un nuovo sovrappasso o sottopasso, esclusivamente ferroviario.
In progetto c’è anche un sottopassaggio viaggiatori a San Lazzaro, per rendere possibile per i residenti di Mortise raggiungere la futura stazione dell’Sfmr (il sistema ferroviario metropolitano regionale), senza interferire con il passaggio dell’alta velocità.
Tutti questi interventi comunque saranno a carico di Rfi, la società del gruppo Ferrovie che si occupa della gestione della rete.
Sono già adeguati all’alta velocità invece i due cavalcavia realizzati recentemente: il Sarpi-Dalmazia e il cavalcavia della Fiera.
Nel progetto di Ferrovie c’è anche il rafforzamento della linea verso l’Interporto. Il progetto ambizioso prevede da una parte il raddoppio del binario che collega la struttura logistica alla stazione di Padova (eventualmente ragionando anche di sviluppare un nuovo tratto ferroviario di collegamento che bypassi la Stazione centrale e prenda la direzione est), dall’altra puntando a sviluppare un collegamento ferroviario diretto tra Interporto Padova e Porto di Venezia che favorisca l’utilizzo della rotaia per il trasferimento delle merci, di fatto trasformando una volta per tutte Interporto nel retroporto operativo del Porto Lagunare. (c.mal.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








