Ambrosini rischia ancora la sospensione

Sospeso, allontanato, reintegrato in servizio. Ed ora ancora a rischio sospensione. Nuovo capitolo nella vicenda che vede protagonista il professor Guido Ambrosini (nella foto), responsabile del centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell'Azienda ospedaliera. Un'ordinanza del tribunale del Lavoro ha messo gambe all'aria quanto già sentenziato dallo stesso tribunale pochi mesi fa: i giudici Mauro Dalla Casa, Barbara Bortot e Umberto Dosi hanno disposto la revoca dell'ordinanza di reintegro in servizio di Ambrosini. I magistrati hanno invocato un difetto di giurisdizione nel caso del ginecologo. Il dg Adriano Cestrone ha ritenuto il professore colpevole del mancato incasso di 300 mila euro: per anni nel suo centro le prestazioni di Fivet ed Icsi, due tecniche di Pma, sono state erogate a 36,15 euro e non a 400 e 700 euro. Dopo il licenziamento, Ambrosini si è rivolto al giudice del Lavoro, che lo ha reintegrato. L'azienda ha fatto sua volta ricorso contro la decisione: ecco che entra in gioco il pool di giudici, che ha riaperto la partita. Secondo i magistrati per tutelare i propri diritti Ambrosini si sarebbe dovuto rivolgere al Tar, non alla giustizia ordinaria. Ora, a sentenza firmata, Guido Ambrosini potrà ricorrere ancora contro il suo licenziamento: «Continuo a credere nella giustizia». (fa.p.)
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