Amianto, un altro morto dopo la sentenza choc

Nel giorno della sentenza di assoluzione per la “strage invisibile”, quella che portò alla morte di numerosi militari in servizio nelle navi tra gli anni ’50 e ’90, è un nuovo morto di amianto a riaprire un’indagine che sembrava già essere destinata all’archiviazione.
Gianfranco Businaro, 73 anni, residente ad Albignasego in via Roma 182, operaio per 25 anni in una officina termoidraulica, è mancato giovedì pomeriggio nella stanza d’ospedale dove era ricoverato da circa due settimane. La diagnosi non lascia adito a dubbi: Businaro è morto a causa di un mesotelioma pleurico, una neoplasia correlata all'esposizione alle fibre aerodisperse dell'amianto (asbesto).
L’Usl 16 ha inviato in procura il fascicolo inerente il decesso. I documenti, dopo essere stati esaminati dal pubblico ministero di turno Federica Baccaglini, sono stati girati al pm Sergio Dini che da anni indaga su questi casi. Proprio Dini infatti stava seguendo da tempo l’inchiesta su morti analoghe all’interno di alcune officine della nostra provincia. Il caso sembrava destinato all’archiviazione ma ora questo ultimo decesso potrebbe dare nuova linfa agli accertamenti.
Gianfranco Businaro lottava contro la grave malattia dal 2008. «Per ben 25 anni nostro padre è stato esposto all’amianto - racconta una delle figlie - poi ha cambiato lavoro ma ormai il suo organismo era già stato danneggiato in modo irreparabile».
Il funerale dell’uomo, che lascia la moglie e due figlie, sarà celebrato ad Albignasego nella chiesa di San Tommaso ma la data non è ancora stata fissata, proprio per via dell’inchiesta in procura.
Sempre giovedì, giorno in cui il cuore di Businaro ha smesso di battere, in un’aula del tribunale di Padova il processo per le morti da amianto si è chiuso con una sentenza choc. Il giudice Nicoletta De Nardus ha assolto, perchè il fatto non sussiste, tutti gli ex vertici della Marina Militare. L’accusa era di duplice omicidio colposo per la morte del capitano di vascello Giuseppe Calabrò, 61 anni di Siracusa, morto a Padova il 3 febbraio 2002, e del meccanico Giovanni Baglivo, di Tricase, deceduto a 49 anni, per un mesotelioma. E' il primo processo in Italia con protagonisti i passati vertici della Marina. Centinaia sono stati i militari morti negli anni per questa malattia, due in questo processo. Il pubblico ministero Sergio Dini, che ha coordinato l'inchiesta radicata a Padova perchè è stata la prima procura in Italia ad aprire un simile procedimento, aveva chiesto pene severe per gli ex graduati militari. La sentenza sarà impugnata in appello.
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