"AmoPadova", ecco la civica di Giordani

Il candidato sindaco: le priorità sono sviluppo, ambiente, legalità e diritti sul lavoro
MALFITANO - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SRGIO GIORDANI AL PEDROCCHI
MALFITANO - AGENZIA BIANCHI - PADOVA - SRGIO GIORDANI AL PEDROCCHI

PADOVA. Via dall’Interporto, in campo con la sua lista civica «AmoPadova». Inizia oggi la seconda vita, quella politica, di Sergio Giordani. E prende avvio nel segno di alcune parole chiave che possono essere il ponte tra le due esperienze: sviluppo, ambiente, legalità e diritti sul lavoro. «In questi anni Interporto ha svolto un ruolo fondamentale a sostegno dell’economia e delle imprese non solo padovane ma di tutto il nord-est. Lascio una società in salute, con i bilanci in ordine».

E via a snocciolare i dati: 4,5 milioni di tonnellate di merci movimentate, 275 mila camion tolti dalle strade ogni anno, il più grande impianto fotovoltaico a tetto d’Europa e il progetto delle quattro gru elettriche a portale. «È grazie all’unità di intenti che Interporto è riuscito a raggiungere obiettivi importanti – afferma il manager – Un lavoro di squadra che ha coinvolto tutti: dipendenti, istituzioni e sindacati la cui collaborazione ha permesso anche di isolare alcune situazioni al limite della legalità e riportare nell’ambiente di lavoro un clima positivo e rispettoso dei diritti dei lavoratori. La legalità e il rispetto dei diritti sono due cose sulle quali non transigo».


«Interporto è la dimostrazione concreta di come pubblico non sia sinonimo di inefficienza, così come privato non è garanzia di successo – scandisce Giordani – L’idea che un uomo solo al comando sia la soluzione giusta è velleitaria. Serve saper ascoltare, circondarsi di persone competenti e serve buon senso. L’ho già detto e lo ripeto: sarà questo il mio approccio alle sfide che dovrò affrontare nel ruolo di sindaco. Lavorare non contro qualcosa, ma lavorare “per”. Lavorare per tutti gli abitanti di questa città, lavorare per Padova».

Un impegno politico che potrebbe passare per le primarie del centro-sinistra, ma anche no. Giordani ha dato la sua disponibilità ma non è ancora detto che l’appuntamento con il popolo dei gazebo avverrà in concreto: dipenderà dagli accordi che troveranno le varie forze politiche in campo.
A cui da ieri si aggiunge la lista civica di Giordani, «AmoPadova, che lunedì sera al primo appuntamento ha raccolto oltre cento persone. Primo requisito: non avere tessere di partito.

È stato eletto un direttivo: alla guida dell’associazione (che poi formerà la lista) c’è Chiara Fornasiero, “comunicatrice” quarantenne. Assieme a lei ci sono l’avvocato Jacopo Tognon e il commercialista Francesco De Agostini. Nessun politico, appunto, e pochi volti già noti: solo quelli del docente del Bo Maurizio Mistri e dell’avvocato (ex giocatore del Padova) Diego Bonavina.

«Padova deve ripartire e comunque cambiare passo, e per questo Sergio Giordani appare come la persona giusta al momento giusto», spiegano i promotori. L’idea è quella dei padovani «innamorati della propria città» che possano dedicare tempo e passione a un progetto civico per migliorarla: «Servono concretezza ed anche una visione strategica che sappia portare a una progettualità innovativa».

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