Anziane cedono l’argenteria: «Sessantamila euro per i bimbi malati»

Due 80enni si sono rivolte a un “Compro oro” di Padova, il ricavato a Pediatria e Save the Children

Daniela Gregnanin
Il "Compro oro" a cui si sono rivolte le due anziane benefattrici per vendere l'argenteria
Il "Compro oro" a cui si sono rivolte le due anziane benefattrici per vendere l'argenteria

«Sono nel settore da 16 anni e a Padova in centro da tre. Il negozio in Riviera mi ha dimostrato quanto i cittadini e i residenti del centro siano solidali e generosi. I padovani sono davvero unici». Sorpresa e ammirata, è così che si sente Chiara Guaglione, 39 anni, titolare del negozio “Compro oro e preziosi da Chiara” in riviera Tito Livio 12.

«Negli anni ho sempre visto qualche gesto di generosità, vendite per aiutare amici e parenti o enti benefici, ma nell’ultimo mese sono entrate due signore, meravigliose over 80, che hanno portato la loro argenteria in negozio per farla valutare: a distanza di qualche giorno l’una dall’altra, hanno girato la somma ricevuta a due enti importanti. La prima» spiega la titolare, «ha liquidato l’argenteria di famiglia che nessuno voleva, ottenendo un bel gruzzoletto. Mi ha spiegato che ogni centesimo ricavato sarebbe andato in beneficenza, esattamente all’ospedale pediatrico di Padova. A quel punto ho contribuito anch’io, garantendole l’offerta migliore possibile di giornata. Felice, è uscita dal negozio con quasi 30 mila euro che, come ho avuto modo di accertare, ha girato all’ente». La seconda signora che si è presentata una settimana dopo, era ugualmente decisa a donare l’importo ricavato a un ente benefico: «Già con la prima cliente ero rimasta a bocca aperta, figuriamoci con la seconda che mi ha proposto oggetti in argento da vendere per aiutare Save the Children» racconta ancora meravigliata Chiara.

«L’ottantaseienne mi ha spiegato che aveva già destinato la sua eredità a figli e nipoti e che l’argenteria desiderava venderla per sostenere Save the Children. Il peso e la qualità della lega, hanno fatto sì che l’importo raggiunto fosse molto vicino a quello della prima benefattrice».

Le due filantrope, come ha spiegato l’esercente, avevano girato diverse attività simili, ma alla fine hanno scelto il negozio di Chiara: «Mi hanno riferito di essere state in altri negozi ma che alla fine avevano deciso di concludere con me, visto il boom del prezzo dell’argento e la fiducia che ho ispirato: mica male» sospira la venditrice che ora punta a “svecchiare” l’immagine dei “compro oro”: «Spero che si affaccino altri benefattori e che Padova per generosità possa ancora sorprendermi. Dopodiché, auspico che le persone comprendano che siamo attività “normali” e oltre a portare i beni si possono anche acquistare». —

 

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