Anziani rapinati e torturati, al processo per guardare negli occhi i loro aguzzini

VENEZIA. Nonostante l’età e gli acciacchi hanno voluto arrivare fino a Venezia per guardare negli occhi gli aguzzini che, due anni fa, li hanno torturati per ore e derubati nel cuore della notte. E così hanno fatto, senza timori.
E’ una storia di dignità, coraggio e determinazione quella di Ennio Libero Bendini e di Rosina Fracasso. Lui 89 anni e in carrozzina, lei 88 anni con grinta da vendere, questa mattina sono partiti da Piacenza d’Adige, nella Bassa padovana, e sono arrivati fino alla Corte d’Appello di Venezia per assistere alla sentenza d’appello nei confronti di El Abidine Haidoufi Zin e Abderrahim Benhicham, marocchini di 35 e 28 anni residenti a Castelbaldo e Merlara.
I due, il 20 luglio 2016, assieme ad un terzo complice erano entrati nell’abitazione della coppia di anziani, a Piacenza d’Adige, sottoponendo marito e moglie a vere e proprie torture. La ferocia di quell’agguato era stata ai limiti dell’orrido: Bendini era stato mandato ko con un colpo al sopracciglio, mentre era ancora assonnato, quindi trascinato giù dalle scale e preso a calci e pugni.
Alla moglie non era andata meglio: i malviventi l’avevano addirittura torchiata con un ferro da stiro caldo sul braccio. I due malviventi sono stati condannati in primo grado a 7 anni e 4 mesi. Oggi, in appello, la sentenza è stata confermata.
Con Ennio e Rosina c’era l’avvocato Valter Biscotti, loro legale: «Ennio e Rosina sono un incredibile esempio di forza e volontà. Hanno voluto a tutti i costi essere presenti per guardare negli occhi i loro aggressori. Sono il simbolo di tutte le vittime che chiedono e meritano giustizia».
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