Anziano perde a fine anno l’unico amico, il suo gatto

CITTADELLA. Un anziano solo, in difficoltà, bisognoso di cure, a cui muore l'unica compagnia: il suo amato gatto, quel gatto che rappresentava il suo antidoto alla solitudine. In un gesto insieme di umanità e misericordia, le operatrici della casa di riposo si sono fatte carico del “funerale”, per garantire all'uomo un po' di serenità.
È successo tra San Pietro in Gu e Cittadella: una storia semplice, in cui hanno prevalso sentimenti di cura e attenzione. È la storia di un uomo di 67 anni, residente a San Pietro in Gu. Da tempo gode dei servizi del Centro residenziale per anziani di Cittadella. Tre volte a settimana, le operatrici vanno a casa sua a prenderlo, lo accompagnano alla casa di Borgo Bassano, si prendono cura di lui a colazione, pranzo e cena, e poi viene riportato nella sua abitazione, per la notte. A fargli compagnia, nelle lunghe ore di solitudine, quando non andava a Cittadella, c'era un affettuoso gattino.
Un paio di notti fa, però, il felino è venuto a mancare e, al mattino, quando nell'abitazione sono arrivate le professioniste del Cra cittadellese, si sono trovate l'assistito in una situazione difficile, un misto di tristezza e sgomento: «Che cosa posso fare, adesso, di questo gatto?». «Era in difficoltà e le operatrici si sono subito premurate di tranquillizzarlo», spiega il direttore della Casa di riposo, Giorgio Prevedello, «garantendogli che avrebbero provveduto ad accompagnare l'animale da un veterinario, per capire quale fosse la procedura più corretta per prenderne commiato». L'anziano è stato quindi rassicurato: il “funerale” ci sarebbe stato, il suo amico non sarebbe stato abbandonato lungo una strada, come capita a molti gattini travolti dalle auto e gettati nei fossi. «Anche in questa occasione», tiene a sottolineare Prevedello, «ci rendiamo conto di come i bisogni delle persone non passino necessariamente attraverso cose concrete, tangibili. Le nostre operatrici sono altamente professionali e sanno essere vicine alle urgenze degli anziani, con la semplice presenza, o con qualche parola. In questo caso hanno compreso il legame affettivo che univa l'anziano con il gatto, trovando le espressioni giuste per rassicurarlo». «Attraverso gesti semplici», il commento di un amico dell'anziano, «è possibile evitare di far star male le persone. È una cosa molto bella».
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