Appalti dai ribassi sospetti il Miur sospende i fondi

Il ministero dell’Istruzione spedisce il Comune davanti all’Autorità anticorruzione Ritenuta fondata la segnalazione di irregolarità presentata da esponenti del Pd
Di Paola Pilotto

SAN GIORGIO IN BOSCO. Il ministero dell’Istruzione sospende i contributi e spedisce il Comune di fronte all'Autorità anticorruzione per via degli appalti nelle scuole chiusi con un ribasso d'asta troppo esiguo rispetto al trend. I dubbi sollevati a gennaio nell'interrogazione parlamentare dei deputati PD Alessandro Naccarato e Giulia Narduolo sono stati colti in pieno dal ministero all'Istruzione, che a riguardo ha risposto di aver verificato la documentazione prodotta dal comune ancora in novembre riscontrando delle irregolarità: «Per entrambe le gare effettuate dal Comune è stato invitato un numero di operatori inferiore a quello previsto dalla normativa vigente in materia di contratti pubblici». I lavori in questione sono quelli eseguiti alle scuole del capoluogo, la primaria Alighieri e la secondaria Giovanni XXIII, per le quali sono stati stanziati dallo Stato, con il Decreto Sblocca Italia, rispettivamente 441 e 525 mila euro. Il Comune avrebbe invitato solo 4 ditte per ciascuna gara: Per la primaria ha vinto l'impresa Argo Costruzioni srl di Quinto di Treviso con un ribasso del 4,050%, mentre per la secondaria l'appalto è andato alla Andreola Costruzioni Generali spa di Loria, sempre trevigiana, con un ribasso del 5,616%. Ribassi peraltro molto lontani da quelli medi che si aggirano attorno al 20%. «Il Miur ha segnalato il caso all'Autorità nazionale anticorruzione», riferiscono i parlamentari, «e ha sospeso la liquidazione dei finanziamenti in attesa del relativo parere. Di certo, sono state seguite procedure scorrette ed è stata aggirata la normativa sulla concorrenza. È necessario verificare se la violazione è stata causata da incapacità o dalla volontà di favorire determinati imprese e professionisti. Di fatto, in questo modo, il Comune rischia di perdere i finanziamenti e, quindi, di danneggiare i cittadini».

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