Apre il centro benessere, l’estetista poi fugge all'estero con i soldi

PADOVA. Prima ha fatto sottoscrivere abbonamenti annuali con pacchetti comprensivi di palestra, trattamenti di bellezza e massaggi, poi è sparita con tutti i soldi. Eszter Honti, 48 anni, ungherese con residenza a Rosolina (Rovigo), sposata con un padovano, se n’è andata con oltre 17 mila euro. I locali del beauty center sono rimasti vuoti e così molti clienti sono corsi in caserma a presentare denuncia: fino ad ora le querele sono 16. La quarantottenne ungherese dovrà rispondere del reato di truffa.
Centro estetico Media Line di via Tirana 16, nel quartiere Palestro: vicino al centro cittadino, ottima offerta, possibilità di spaziare tra l’attività fisica e i trattamenti benessere. Eszter Honti ha cominciato a raccogliere abbonamenti annuali ad aprile 2012. Proponeva un sistema basato sostanzialmente su un finanziamento da liquidare poi con bollettini mensili. I piani variavano dai 700 euro ai 1.500, a secondo del trattamento scelto dal cliente.
Dopo i primi mesi di attività, però, è successo quello che nessuno si aspettava: da un giorno all’altro il centro benessere è sparito. Nessun avviso, nessuna comunicazione: l’estetista ungherese è sparita. Sedici clienti si sono rivolti ai carabinieri della stazione di Prato della Valle per sporgere denuncia. Ognuno ha raccontato il suo caso personale, indicando il pacchetto scelto e la somma pagata. O meglio: la somma dilazionata attraverso il finanziamento. Perché il problema, ora che il centro estetico è sparito insieme alla sua titolare, è che chi ha sottoscritto l’abbonamento deve continuare a pagare le rate mensili.
I militari coordinati dal luogotenente Giancarlo Merli hanno condotto tutti gli accertamenti ma attualmente non sono ancora riusciti a rintracciare la donna. All’anagrafe risulta una residenza a Rosolina ma all’indirizzo indicato i militari dell’Arma non hanno trovato nessuno. Complessivamente la donna sarebbe riuscita a sottrarre 17 mila euro ai suoi clienti, motivo per cui ora è indagata per il reato di truffa.
Dal canto loro i clienti stanno cercando un modo certificare la frode e poter così sospendere i pagamenti a cadenza mensile, anche se il percorso per ottenere la cancellazione del finanziamento è lungo e tortuoso. La speranza dei clienti truffati è che la donna venga rintracciata, per poter così muovere una causa collettiva con l’obiettivo del risarcimento.
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