Aps Holding, in arrivo una maxi fusione

PADOVA. Una maxi-fusione per unire Aps Holding a Finanziaria Aps e Aps Opere e servizi. Praticamente un’unica società per gestire i servizi comunali dopo la cessione del trasporto pubblico a BusItalia. È la principale novità contenuta nella relazione sui risultati raggiunti nel 2015 dalla società partecipate del Comune che la legge Madia rende obbligatorio pubblicare entro il 31 marzo.
E ieri, ultimo giorno utile, anche Palazzo Moroni ha assolto all’obbligo. Rivelando così che la principale controllata, Aps Holding, chiuderà il bilancio 2015 con il bilancio in perdita di circa 600 mila euro.
La galassia Aps. Ad oggi, dopo la cessione del trasporto pubblico a BusItalia, Aps Holding (controllata al 75,22% dal Comune) si occupa di gestire il deposito e gli uffici del tram alla Guizza oltre all’aver acquistato due nuovi convogli che noleggerà a BusItalia. In più gestisce gli 8 autovelox in tangenziale, gli uffici dell’accoglienza turistica e (dopo aver acquisito Aps Advertising) gli spazi pubblicitari in tutta la città.
A novembre, in fase di pre-chiusura del bilancio 2015, sembrava che dopo anni di rosso il conto economico, dopo la cessione del trasporto pubblico, potesse chiudersi in positivo di 240 mila euro. Invece il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri assieme a alcuni conguagli dovuti a BusItalia hanno portato a una perdita di 600 mila euro. La stima per il 2016, secondo i tecnici di Palazzo Moroni, porterebbe a un miglioramento di almeno 1 milione rispetto al 2015.
L’obiettivo per l’anno in corso però è unire in un’unica società anche Finanziaria Aps, la società “cassaforte” controllata al 96,38% dal Comune, e Aps Opere e servizi (partecipata al 50,9% da Aps Holding e al 49,1% dalla Finanziaria), società che si occupa dei parcheggi e della gestione dell’impianto di cremazione del cimitero.
La vendita di Telerete. C’è poi Ne-t by Telerete Nordest, società che si occupa di reti e connettività, partecipata al 66,5% da Aps Holding. Nel 2014 ha fatto registrare una forte perdita, che nel 2015 ha attenuato. Ma non basta: la società presieduta dall’imprenditore Roberto Rolle (fedelissimo del sindaco) verrà venduta. A breve sarà pubblicato il bando per alienare il 51% del capitale sociale. E il bando disciplinerà anche l’opzione per la vendita del restante 49%.
Fiera Immobiliare non si tocca. Nessun cambiamento è in programma invece per Fiera Immobiliare, la società guidata da Massimiliano Pellizzari, partecipata da Comune e Camera di commercio con un’identica quota al 47,93%. Troppo importante per la città è infatti il progetto del Centro congressi, con all’interno «un vero e proprio auditorium musicale». Anzi, nel 2016 l’obiettivo per la società è trovare un soggetto cui affidare la gestione della struttura, così da «iniziare l’attività congressuale non appena l’edificio sarà completato e collaudato».
Le gru di Interporto. Sottoscritto dal Comune l’aumento di capitale di 500 mila euro per finanziare il progetto delle gru a portale elettriche. Palazzo Moroni ha una quota del 19,49%.
Il Maap in bilico. L’amministrazione ha anche messo in preventivo la vendita della sua quota (38,16%) nel Mercato agro-alimentare di Padova. Ma il Comune è proprietario del complesso immobiliare occupato dal mercato in zona industriale e lo affitta alla società a un canone molto basso. Se si vendesse la quota il canone sarebbe destinato a salire con una forte perdita per la società.
c.malfitano@mattinopadova.it
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