Arbitro per colpa di Totti: il quarto uomo è donna

ESTE. E chi l’ha detto che l’arbitro perfetto deve essere per forza maschio, con lo sguardo accigliato e il cartellino facile? La sezione Aia di Este “Giuseppe Archita” ha detto basta, puntando su capelli fluenti e lineamenti dolci per la nuova campagna iscrizioni al corso 2012/2013, che inizierà lunedì 15 ottobre al “PalEste”. Come testimonial gli arbitri della Bassa hanno scelto Alice Martini, 19 anni, appassionata di calcio, romanista e devota al “pupone” Totti come tutti nella sua famiglia. Alice, che arbitra dal 2010 e quest’anno dovrebbe fare il “salto” in Seconda categoria, ha posato per i manifesti che reclamizzano i nuovi corsi per giudici di gara.Lo slogan è chiaro: «In quarto uomo sei tu». Nella foto si vede Alice (vestita con la casacca gialla) insieme a Lucrezia (con la maglia nera) e Lisa (in fucsia): queste ultime sono due ragazze che si sono prestare a posare come modelle.
Per i vertici della sezione Aia estense, dunque, gli arbitri del futuro saranno donne, meglio se giovani e belle, pronte a scendere in campo senza alcun timore reverenziale nei confronti di quei ventidue ragazzi in trance agonistica che imprecano correndo dietro a un pallone, il più delle volte proprio contro decisioni indigeste. Che sia possibile che dagli spalti voli qualche “arbitro cornuto!” in meno, vedendo una giovane pulzella fischiare un fuorigioco millimetrico, in barba ai pregiudizi che vogliono la regola più controversa del calcio incomprensibile all’universo femminile? Di certo le imprecazioni del pubblico non hanno mai scoraggiato Alice, studentessa in Scienze e Tecnologie Animali all’Università di Padova: «Ne ho sentite di tutti i colori ma faccio finta di niente», racconta abbozzando un sorriso,«Ci sono tanti pregiudizi che vogliono noi donne lontane dal calcio. Spesso, infatti, dalle tribune sento urlare “vai a cucinare ! vai a fare il brodo!”». Poi svela: «Mi sarebbe piaciuto tanto giocare a calcio, ma qui in zona non ci sono squadre femminili e quindi non sarei riuscita a conciliare l’impegno con lo studio». L’amore per il pallone l’ha ereditato in famiglia: «Abito a Villa Estense da quando ho 5 anni ma sono romana», racconta, «In casa sono tutti romanisti e io ho un solo mito: Francesco Totti».
I responsabili della sezione scommettono molto su Alice. E sperano che il suo esempio sia seguito da altre. Loro di certo non si perdono d’animo. In questi giorni stanno girando per manifestazioni e sagre della Bassa padovana per raccogliere adesioni, allestendo banchetti con volantini e gadget per i passanti.
C’è da dire, comunque, che anche i maschietti atestini stanno ben figurando: Luca Candeo e Alberto Sartori, con gli assistenti di linea Nicola Frigo e Francesco Labombarda, fanno parte dell’organico del Can D (serie D) con ottime prospettive. Tuttavia sembra proprio che le donne dirigano meglio: «Le ragazze sono più motivate e duttili. Vengono impiegate su fronti diversi: calcio, calcio a 5 e anche come assistenti», sottolinea Enrico Zago, presidente della sezione e arbitro in serie A di Calcio a 5: «Il nostro arbitro di punta è proprio Alice: quest’anno dovrà fare il salto di qualità in Seconda categoria per riuscire ad arrivare alle massime categorie regionali». Alice, intanto, si gode il momento di notorietà ma il suo primo obiettivo resta la laurea.
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