Ex Pp1 a Padova: arrivano uno studentato e quattro edifici residenziali
Firmati gli accordi tra amministrazione e proprietari. Nei prossimi mesi il via alle bonifiche del terreno. Il commento del sindaco Giordani: «Giornata epocale»

Una giornata storica - «direi epocale», azzarda il sindaco Sergio Giordani - che segna il via alla rinascita del buco nero per antonomasia della città, l’area ex Pp1 tra via Diego Valeri e via Trieste.
Ieri mattina, i due proprietari dell’area - il fondo britannico Stonehill e la Parco Antenore - e Palazzo Moroni hanno firmato le due convenzioni che sbloccano il piano di recupero: ovvero quella per la bonifica del terreno e quella urbanistica necessaria per procedere poi alla realizzazione dei progetti.
«Finalmente il recupero di questa grande superficie in centro città parte davvero», gongola il primo cittadino. E Flavio Pedron, amministratore unico di Parco Antenore: «Ora possiamo dedicarci a ciò che sappiamo fare meglio: costruire. L’obiettivo è realizzare immobili di qualità, capaci di restituire nuova vita a quest’area strategica per la città».
Il progetto
L’area si estende per circa 49.000 metri quadrati e il masterplan prevede edifici per complessivi 140.000 metri cubi. Il 55% della superficie, pari a circa 27.000 metri quadrati, sarà destinato a verde, mentre la superficie coperta si fermerà al 22%. La porzione nord, di proprietà di Stonehill, ospiterà uno studentato da circa 450 posti. Parco Antenore realizzerà invece quattro edifici a destinazione residenziale, per un totale di circa 300 abitazioni, oltre a spazi commerciali, uffici e servizi.
Il nuovo progetto, firmato dall’archistar Cino Zucchi, modifica il precedente masterplan, accogliendo le richieste dell’amministrazione: gli edifici saranno meno alti e distribuiti maggiormente lungo il perimetro dell’area, lasciando libera la parte centrale.
Qui nascerà una grande piazza verde pubblica di circa 17.500 metri quadrati, destinata a diventare un vero parco urbano aperto a tutti e collegato con l’area della stazione, l’ex piazzale Boschetti, i Giardini dell’Arena e la Cappella degli Scrovegni.
Il progetto prevede anche una profonda riorganizzazione della viabilità, coordinata con le nuove linee di tram, con la riqualificazione di via Valeri e del tratto di via Trieste interessato dall’intervento e la realizzazione di un nuovo accesso da via Gozzi. Prevista poi l’eliminazione del secondo piano interrato previsto dal precedente Piano urbanistico, con una diversa organizzazione dei parcheggi.
Sul fronte delle opere pubbliche, sono previsti interventi per circa 5 milioni di euro, ai quali si aggiungono 2, 5 milioni destinati alla riqualificazione di via Valeri e piazza Salvemini. Tra gli interventi: il collegamento della pista ciclabile di via Trieste, la sistemazione di via Valeri, la riqualificazione del parcheggio di piazza Salvemini e il nuovo asse di accesso da via Gozzi. Il piano sarà attuato attraverso Unità minime di intervento, consentendo una realizzazione progressiva dei diversi edifici.
Le convenzioni
Prima di costruire, però, è necessario risanare il terreno. Il Comune, proprietario dell’area nel periodo in cui si è verificato l’inquinamento ha approvato nell’agosto 2025 l’Analisi di rischio sanitario ambientale e il Progetto operativo di bonifica. In applicazione del principio «chi inquina paga», ha scelto di indennizzare i proprietari incolpevoli.
Le due convenzioni stabiliscono modalità e importo dell’indennizzo, che complessivamente ammonta a circa 30,55 milioni di euro. Di questi, 12,75 milioni saranno coperti attraverso il saldo prezzo ancora dovuto da una delle società, mentre la parte restante è stata accantonata a bilancio dal Comune. Con la firma degli accordi, le società potranno ora dare avvio ai lavori di bonifica. Si parte nei prossimi mesi.
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