Area ospedaliera, bocciato il verde

L’Udc dissente da Lunghi sul futuro urbanistico dell’attuale polo sanitario

MONSELICE. «Un nuovo paese a Schiavonia? Il sindaco rinnega l’accordo che ha firmato un anno fa». È molto duro Alberto Negrello, ex assessore all’Urbanistica, contro la scelta annunciata dal sindaco Francesco Lunghi di rivedere i piani per l’area del vecchio ospedale, dopo la sua dismissione. Non più ricostruire in loco, ma spostare la volumetria intorno al nuovo polo ospedaliero di Schiavonia, destinando invece a parco gran parte della vecchia area urbana. Un’idea che dovrebbe trovar forma con il nuovo Pat e che segna un cambio di rotta rispetto al piano guida redatto dall’architetto Giancarlo Ghinello, quando l’assessorato all’urbanistica era ancora in mano all’Udc.

«Fare un altro paese a Schiavonia significa decretare la definitiva morte di Monselice dal punto di vista economico e urbanistico» afferma senza mezze misure Alberto Negrello. «Un ulteriore spreco di territorio vergine dove portare appartamenti, servizi, supermercati, scuole fuori del centro di Monselice. Non è forse già sufficiente l’edificazione prevista a Ca’ Oddo, gran parte della quale deve essere ancora realizzata?» dichiara Negrello. L’ex assessore ricorda al sindaco dell’accordo di programma già approvato con la Regione, e che avrebbe dovuto trovare conferma nel Pat. «Tale accordo rappresenta il prima vero esempio di pianificazione in un’ottica di visione futura dell’area più centrale del paese» sostiene Negrello. «Un accordo che recepisce la nuova frontiera della pianificazione, ovvero la rigenerazione urbana degli spazi da un punto di vista urbanistico, edilizio, ambientale, sociale e culturale. Riqualificare l’esistente senza sprecare ulteriore terreni. Un progetto di ampio respiro» lo difende l’ex titolare dell’urbanistica «che grazie al sistema viabilistico di collegamento, sistema ciclabile, pedonale, spazi a verde e parcheggio, infrastrutture e servizi a rete, coinvolge tutto il capoluogo e il quartiere Marco Polo. Sono previsti ampi parcheggi, aree a verde e come punto forte la nuova armatura viabilistica, la cosiddetta diagonale, un ampio asse viario con spartitraffico, marciapiedi e aiuole su ambo i lati e pista ciclabile, che finalmente collegherà il centro del paese con Marco Polo».

Francesca Segato

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