Arrivati nella notte 54 profughi siriani: identificati e portati a Monselice

Scappano dalla guerra, attraverso un lungo viaggio in nave sono arrivati in Italia.Non volevano essere identificati. Bitonci: "Accompagniamoli al confine"
Un pullmino esce dalla questura di Padova
Un pullmino esce dalla questura di Padova

PADOVA. Sono stati portati in un centro di accoglienza a Monselice, i 54 profughi siriani arrivati a Padova nella notte e che per oltre dieci ore sono stati nel cortile della Questura. Tra di loro, diverse famiglie e anche 8 bambini. Nonostante la loro determinazione nel non farsi identificare, non ci sono stati momenti di tensione nelle molte ore in cui i profughi sono rimasti in attesa nel cortile.

Si tratta di uomini, donne e bambini in fuga dalla guerra civile e dagli assalti dell'Isis nel paese mediorientale. Per molte ore si sono rifiutati di farsi prendere le impronte digitali, evitando così l'identificazione.

Le norme europee sui richiedenti asilo infatti prevedono che la richiesta debba essere fatta nel paese in cui avviene l'identificazione. Se fossero ideniticati qui a Padova dovrebbero attendere in un Cie che la loro domanda venga esaminata e accolta per poi ottenere il permesso di soggiorno come rifugiati. I profughi siriani invece molto spesso sono diretti nel Nord Europa dove hanno parenti o amici. 

Bitonci: "Accompagniamoli al confine". “L'arrivo in città di altri 54 profughi mi preoccupa. Si tratterebbe di siriani, giunti nella notte, che tuttavia non hanno alcuna intenzione di stare in Italia e rifiutano l'identificazione, creando più di qualche disagio in Questura – spiega Massimo Bitonci, sindaco di Padova – L'Europa dei burocrati non ci aiuta e scarica sulle nostre comunità un problema che è di tutti, con la complicità di Renzi e Alfano. Se i 54 siriani non vogliono stare a Padova, accontentiamoli e accompagniamoli al confine”.

I tweet dell'associazione "Melting pot" sulla situazione in questura

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