Querelle sul campetto di Arzergrande, Diocesi e residente contestano i confini
Una nuova lottizzazione ha acceso la disputa legale: il confine tra il campetto sportivo e la porzione del privato diventano oggetto di controversia

Dove finisce il campetto parrocchiale e dove comincia il terreno successivo? È il confine tra le due proprietà al centro di una controversia ancora aperta ad Arzergrande, nata dopo il rifacimento della recinzione dell’area sportiva.
Il punto non è tanto l’esistenza di uno sconfinamento, quanto la sua entità. I rilievi commissionati dalle parti indicano misure differenti e il confronto legale è tuttora in corso. La questione riguarda il lato del campetto compreso tra il patronato e il retro del municipio, mai definito con un frazionamento catastale (adesso necessario per sbloccare una lottizzazione) che ne fissasse con precisione il limite, diversamente dagli altri tre lati.
La contestazione
I proprietari, assistiti dall’avvocato Angelo Coin, hanno contestato la posizione della recinzione in ferro e cemento. Il rilievo eseguito dallo studio Ferrara, incaricato dai confinanti, indicava uno sconfinamento fino a 2,30 metri. Da qui la diffida con la richiesta di rimuovere la parte ritenuta irregolare. Prima della contestazione formale, i proprietari avevano proposto una soluzione bonaria: cedere gratuitamente alla parrocchia la porzione di terreno interessata, occupandosi delle pratiche e chiedendo solo un contributo simbolico di circa 2.000 euro per le spese tecniche del frazionamento.
L’accordo non si è però concretizzato. Per conto della parrocchia è intervenuta la Diocesi, contestando soprattutto le misure indicate dalla controparte. La relazione dello studio Sgaravato, incaricato dalla parrocchia, rileva infatti distanze inferiori, quantificate in 28 centimetri nell’angolo sudest del campo da calcio e 1,06 metri sul lato nordest, vicino al campo da basket, contro rispettivamente 1,90 e 2,30 metri indicati dallo studio Ferrara.
La relazione richiama anche una pratica edilizia del 1998 relativa alla recinzione e sostiene che la situazione dei luoghi sia consolidata da oltre vent’anni. La Diocesi ritiene che le differenze riscontrate vadano valutate anche alla luce del contesto storico e ha proposto un esame congiunto dei rilievi. Dunque a pesare è la misura dello scostamento e le conseguenze da trarne, più che la semplice presenza di una difformità.
La nuova lottizzazione
In gioco ci sono una nuova lottizzazione e gli spazi sportivi appena riqualificati e inaugurati dal centro parrocchiale. Una struttura nata a suo tempo anche grazie al sostegno materiale di alcuni benefattori, ricordati da una lapide, tra cui Nestore Coin, avo proprio della parte in causa con la parrocchia. Sul caso è emersa anche una questione relativa al referente del servizio legale della Diocesi e alla sua iscrizione all’Ordine degli avvocati.
La Diocesi ha precisato che il referente è intervenuto come dipendente e che, qualora si rendesse necessario affrontare un contenzioso in tribunale, la parrocchia sarebbe assistita da un avvocato abilitato. Le parti proseguono la trattativa sulla base di ricostruzioni tecniche diverse. Una storia in cui passato e presente si ritrovano sullo stesso pezzo di terra e che racconta come il valore di un’opera per la comunità non cancelli le questioni di proprietà, né dispensi dall’affrontarle.
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