Aspettano le loro fedi da 2 anni: anziani beffati dalla burocrazia

PIACENZA D’ADIGE. Le fedi rubate dopo una notte di violenze, quindi il ritrovamento degli anelli a pochi giorni dalla rapina e poi l’arresto dei colpevoli e la condanna. Eppure, a due anni da quella brutale aggressione, le due vittime non si sono ancora visti restituire gli anelli nuziali. Intoppi burocratici e lungaggini legali hanno portato a questa situazione, paradossale e deprecabile, che lunedì è finita pure in diretta a “Pomeriggio Cinque”, la trasmissione condotta da Barbara D’Urso. Ennio Bendini e Rosina Fracasso, 89 e 88 anni, sono i due anziani brutalmente rapinati il 20 luglio 2016 nella loro abitazione di via San Felice.
I due anziani erano stati colti nel sonno, quindi picchiati, torturati e legati. E derubati degli ori, a partire dalle fedi. In meno di tre mesi i carabinieri avevano messo le manette ai colpevoli di quell’aggressione, due marocchini di 35 e 28 anni condannati poi a oltre sette anni di carcere. L’Arma aveva recuperato gli anelli rubati già dopo qualche giorno dalla rapina: i malviventi li avevano venduti ad un “compro oro” di Rovigo e, proprio grazie a quella vendita, i militari avevano rintracciato i malviventi.
Peccato che, a quasi due anni dal ritrovamento, le fedi non siano ancora state restituite ad Ennio e Rosina. Il motivo? Il titolare del “compro oro” vanterebbe un diritto su quegli ori, acquisiti legalmente: il commerciante deve identificare e registrare l’acquirente, ma non deve sincerarsi della provenienza del metallo prezioso. Da qui l’assenza di responsabilità dell’esercente in questa particolare circostanza e dunque la piena proprietà dei due anelli. Il commerciante avrebbe tuttavia confermato di voler rinunciare all’acquisizione: per farlo ha dovuto sottoscrivere un’istanza (il negozio in questione è in società, dunque sono servite più firme) e stessa cosa hanno dovuto fare i due anziani. La necessità di compilare questi documenti, di registrarli e di attendere un atto di convalida (che arriverà, spiegano dal Tribunale di Rovigo, il prossimo 5 giugno) ha richiesto tutto questo tempo. «Dopo le botte bisogna ancora aspettare per le nostre fedi», è il commento amaro di Ennio e Rosina, che hanno denunciato questa fastidiosa situazione alla D’Urso durante “Pomeriggio Cinque”. «All’interno dell’anello erano incisi i nostri nomi e la data del matrimonio: possibile che un commerciante non abbia alcun obbligo di verifica?».
La stessa D’Urso, stigmatizzando questa assurda attesa, si è offerta di acquistare personalmente gli anelli e di restituirli così in tempi brevi alla coppia di anziani. Che a cinque mesi dall’aggressione avevano già peraltro ricevuto due fedi “simboliche”: attivisti del Gruppo presidio Padernello, del Gruppo Chiavegato, di Indipendenza Veneta e di Raixe Venete avevano fatto forgiare due anelli da donare a marito e moglie, come gesto di vicinanza per la violenta esperienza.
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