Attivista trattenuto, il Pedro protesta davanti alla Questura

Manifestazione alle 14,30 dopo che uno dei no global è stato trattenuto per diverse ore dalla Polizia a seguito di un diverbio sulle Riviere: "L'hanno picchiato"

PADOVA. Il Padro ha indetto una manifestazione oggi pomeriggio alle 14,30 davanti alla Questura per protestare - recita un tweet - per un attivista "portato in cella a forza senza motivo. Contro ogni abuso di potere domani h 14:30 questura!".

Secondo la versione dei fatti riferita dal Pedro, l'attivista in questione, Zeno Rocca, 22 anni, di Pescantina (Verona), già noto alle cronache giudiziarie per essere stato accusato di aver preso parte a diverse manifestazioni di protesta, stava aggirandosi sulle Riviere, lunedì pomeriggio, quando si è imbattuto in una camionetta del Reparto Mobile che stava svolgendo il servizio di sicurezza per l'inaugurazione dell'Anno Giudiziario al Bo. A quel punto sarebbe nato un alterco fino allo scontro fisico vero e proprio. Rocca sarebbe stato pestato da ben otto agenti: per lui una costola rotta e venti giorni di prognosi, oltre a essere stato trattenuto a forza in Questura.

In tarda mattinata è giunta anche la ricostruzione ufficiale della questura di Padova. Secondo gli accertamenti svolti dalla Digos, i poliziotti della Celere avevano appena terminato il turno di ordine pubblico e, a bordo della camionetta, hanno incrociato Zeno Rocca. Il giovane attivista avrebbe inveito contro di loro e, alla loro richiesta di esibire i documenti, si sarebbe opposto. La colluttazione sarebbe nata nel momento in cui hanno tentato di bloccarlo per portarlo in questura. Due agenti del Reparto Mobile hanno riportato sette giorni di prognosi. Rocca è stato trattenuto per accertamenti in una cella di sicurezza dalle 13.30 alle 19. Poi è stato rilasciato con una denuncia a piede libero per "rifiuto di fornire le generalità" e "lesioni".

 

 

Ed ecco il comunicato integrale diffuso dalla Questura soltanto nel tardo pomeriggio.

"In merito a quanto riportato dalla cronaca locale circa una patita aggressione di un attivista del Centro Sociale Pedro avvenuta nella giornata di ieri, si precisa che l’episodio si inquadra in ripetute invettive, rivolte ad un contingente del Secondo Reparto Mobile di Padova che stava facendo rientro in Questura al termine di un servizio di ordine pubblico, da parte del predetto attivista da poco uscito dalla Questura dove aveva adempiuto alla misura cautelare dell’obbligo di firma, disposta dall’ AG in ordine a precedenti episodi di violenza di cui si è reso protagonista. Tale reiterato comportamento, avvenuto intorno alle ore 13,30 nella centrale via Riviera Ponti Romani alla presenza di numerosi cittadini, ha determinato la necessità da parte della FF.O. di procedere alla identificazione del giovane, sconosciuto agli operatori. Nella circostanza, alcuni agenti scendevano dal mezzo chiedendo l’esibizione del documento di riconoscimento, ricevendone il fermo ed immotivato diniego, accompagnato da ulteriori plateali insulti verso gli agenti e verso il corpo della Polizia di Stato; ciò ha determinato la necessità di procedere al suo accompagnamento in Questura a bordo di un equipaggio della Sezione Volanti, azione che ha richiesto un intervento proporzionato, in considerazione dell’opposizione che il giovane frapponeva. In ordine ai tempi di permanenza presso il predetto Ufficio di polizia, si specifica che l’individuo è stato trattenuto per il tempo necessario in considerazione del fatto che gli operatori che hanno proceduto al controllo, unici deputati alla stesura degli atti di polizia giudiziaria, sono dovuti ricorrere alle cure mediche presso il locale ospedale ricevendo una prognosi di giorni sette cadauna e che solo a seguito delle dimissioni, avvenute alle ore 17.40, hanno potuto redigere gli atti conseguenti all’episodio, conclusisi alle ore 19.00 circa. Al termine dell’attività di p.g. il giovane è stato deferito all’ A.G. in stato di libertà, per i reati di resistenza e oltraggio a P.U., rifiuto di fornire le proprie generalità, lesioni e successivamente rilasciato. Circa la permanenza in Questura si rappresenta che lo stesso non ha mai lamentato alcun disagio né mai richiesto l’intervento di personale medico. Di tutta l’attività svolta in Questura è stata prontamente ed integralmente informata la locale Autorità Giudiziaria, cosi come della prognosi riportata dal giovane attivista".

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