Bancomat e telecamere hanno incastrato il militare

ROVIGO. Un arresto spettacolare, avvenuto in strada, in via Roma, sotto gli occhi dei cittadini di Canaro, quello del maresciallo Salvatore Ciammaichella e della sua compagna Monia Desole.
Il blitz. L’uomo è stato fermato dai colleghi in borghese del nucleo investigativo di Rovigo sabato pomeriggio verso le 16.30. L’auto dei carabinieri si è fermata di colpo dietro la vettura del 45enne, a bordo c’erano la compagna e la figlia. I carabinieri hanno agito in velocità, un vero e proprio blitz. Sono scesi dall’auto con la pistola in pugno e hanno bloccato Ciammaichella, che non ha avuto il tempo di reagire e si è lasciato ammanettare e portar via.
I passanti in un primo tempo hanno temuto una rapina, visto che l’azione è avvenuta davanti all’ingresso della banca in via Roma. Poi sono stati gli stessi carabinieri a spiegare che loro erano i “buoni” e che “tutto era sotto controllo”. Resta da capire il motivo di un arresto così improvviso e fulmineo, forse c’era il timore di una fuga del 45enne? Oppure la conferma degli indizi a suo carico per l’omicidio del barista di Ceregnano era appena arrivata? Probabilmente i carabinieri del comando di Rovigo si erano messi all’inseguimento da qualche minuto, pronti ad entrare in scena alla prima sosta del ricercato.
Gli “errori”. Diversi gli elementi che avrebbero portato al maresciallo Ciammaichella, che era stato a capo del nucleo radiomobile del comando provinciale dei carabinieri di Bologna prima di arrivare a Cento. Innanzitutto, secondo quanto trapela da ambienti investigativi, il militare sarebbe salito sulla vettura di Piombo subito dopo il delitto, l’avrebbe portata fino a Guarda Veneta, a meno di 20 chilometri dal luogo dell’omicidio. Qui l’avrebbe parcheggiata in via Roma, la strada principale del paese, non lontano dalla sede delle Poste Italiane. Le telecamere hanno filmato tutto. L’auto, che i Ris di Parma hanno analizzato, non è stata nascosta, bruciata. Tracce di Dna, dunque, potrebbero essere rintracciabili ovunque. Secondo errore: avrebbe usato il proprio telefono. Anche dalle celle telefoniche agganciate nell’arco di tempo in cui è avvenuto l’omicidio, infatti, appare chiaro che il carabiniere era tra Frassinelle, Canaro e Guarda Veneta. Ma sarebbe stato soprattutto il bancomat a “tradire” il maresciallo e la compagna: Desole, infatti, avrebbe fatto due prelievi, uno a Bologna e l’altro a Finale Emilia con il bancomat di Piombo.
I luoghi del maresciallo. La sua casa si affaccia sulla strada di confine fra i territori di Frassinelle Polesine e Canaro, in via Armando Diaz. L’uomo fermato per l’omicidio sulla golena del Po, Salvatore Ciammaichella, abitava quindi a pochi chilometri, meno di una decina, dal luogo dell’assassinio di Antonio Piombo, il barista di Ceregnano. La sua casa è un appartamento al piano terra di una serie di vecchie abitazioni a schiera che sorgono tra i campi di Viezze. In quella zona, da qualche tempo, abita il maresciallo dei carabinieri Ciammaichella assieme alla compagna. Il militare - raccontano i residenti - da qualche mese lo si notava in centro a Canaro.
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








