Scoperti a usare un bancomat rubato: picchiano gli agenti per non essere identificati
I fatti sono avvenuti nella zona del Portello, i due sono stati arrestati. I controlli successivi in Questura hanno svelato la caratura criminale dei fermati, entrambi pluripregiudicati

Usano un bancomat appena rubato in una lavanderia, vengono intercettati dalla polizia e, nel tentativo di scappare, aggrediscono gli agenti a calci e pugni: è finita con l’arresto di due tunisini di 31 anni la folle notte di mercoledì 15 luglio nella zona del Portello a Padova, dove un controllo di routine si è trasformato in una violenta colluttazione in pieno centro.
Tutto è iniziato intorno alle 23.10, quando un cittadino ha allertato il 113 segnalando che qualcuno gli aveva appena sottratto la tessera in via Belzoni e la stava utilizzando indebitamente in una tabaccheria vicina.
La pattuglia delle volanti, giunta immediatamente sul posto grazie alle descrizioni fornite dalla vittima, ha individuato i sospettati nelle vicinanze di via Morgagni. Alla vista delle divise, i due sono scappati verso il centro.
Durante l'inseguimento a piedi, uno dei fuggitivi ha tentato di sbarazzarsi di un involucro lanciandolo a terra, poi recuperato dagli agenti e risultato contenere un panetto di hashish da quasi 48 grammi.
La corsa dei trentunenni si è fermata in via Altinate, ma è lì che la situazione è degenerata: per evitare l'identificazione, i due hanno aggredito i poliziotti con spinte, calci e pugni.
Una resistenza violenta che non ha impedito agli agenti di bloccarli, ma che è costata ai poliziotti lesioni e contusioni giudicate guaribili in 4 e 5 giorni.
I controlli successivi in Questura hanno svelato la caratura criminale dei fermati, entrambi pluripregiudicati. Il primo, regolare in Italia, vanta condanne per riciclaggio a Genova, una misura cautelare per spaccio a Venezia e un arresto a Bolzano nel 2022 per aver svaligiato un appartamento tentando persino di scardinare una cassaforte.
Il secondo, invece, irregolare sul territorio nazionale, collezionava già precedenti per reati contro il patrimonio, resistenza e spaccio di cocaina. All’esito del processo per direttissima, il giudice ha convalidato entrambi gli arresti, disponendo il divieto di dimora nel comune di Padova per il primo soggetto e l'obbligo di firma per il secondo.
Per quest'ultimo, tuttavia, la permanenza in città è finita subito: data la sua irregolarità, il questore Marco Odorisio ha firmato il provvedimento di espulsione, disponendo il suo immediato accompagnamento coatto da parte dei poliziotti al centro di accoglienza per gli immigrati di Roma Ponte Galeria per il definitivo allontanamento dall'Italia.
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