Banconote e gadget rubati dalla Posta: arrestata un’impiegata
Il blitz dei carabinieri al centro meccanizzato in zona industriale a Padova. Contestato il peculato per almeno 35 episodi

Un sistema illecito di sottrazione di denaro e corrispondenza è stato smantellato nel centro meccanizzato delle Poste in zona industriale dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma e del Comando Provinciale di Padova. L'operazione ha portato all’arresto in flagranza di una dipendente di Poste Italiane, una 48enne impiegata presso il centro di smistamento locale, e alla denuncia di una sua collega.
L’indagine e il blitz
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Padova, è scattata a seguito di una segnalazione della Banca d’Italia: da mesi diverse raccomandate spedite dalle filiali di Intesa San Paolo nel Triveneto giungevano a destinazione prive delle banconote (vere o sospette false) originariamente censite. Grazie al supporto del reparto "Fraud Management" di Poste Italiane, gli investigatori hanno individuato nel centro di smistamento patavino il "punto di compromissione" della catena logistica.
Il blitz è scattato la sera del 20 febbraio 2026. Al termine del turno di servizio, la 48enne è stata sottoposta a perquisizione e trovata in possesso di due banconote (una da 20 euro falsa e una da 50 euro autentica) appena sottratte da plichi che avrebbe dovuto gestire per mansione.
Sequestri e precedenti
L’attività investigativa ha permesso di accertare: 35 episodi di sottrazione di denaro destinato alla Banca d'Italia; decine di aperture non autorizzate di plichi ordinari; il sequestro nell'abitazione di una seconda indagata, di 680 euro in contanti, oltre a biglietti augurali, gadget e missive presumibilmente sottratti dalla corrispondenza in transito.
Gli aspetti legali
L’arrestata, inizialmente posta ai domiciliari, è comparsa il 23 febbraio davanti al Gip del Tribunale di Padova che, pur convalidando l'arresto, ha disposto la remissione in libertà della donna. Entrambe le dipendenti restano indagate per peculato continuato.
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