Bazzi: «Sulla fusione non chiudiamo la porta a Padova»

È aperto il dibattito all'interno centrosinistra sannicolese sul tema della fusione tra Comuni. Se alla riunione pubblica del 18 marzo alcune storiche voci del Pd avevano manifestato la loro...

È aperto il dibattito all'interno centrosinistra sannicolese sul tema della fusione tra Comuni. Se alla riunione pubblica del 18 marzo alcune storiche voci del Pd avevano manifestato la loro preferenza per una fusione con Legnaro e Polverara, strada esplorata ufficialmente dall'amministrazione Rinuncini, Hussein Bazzi, consigliere comunale di Ponte San Nicolò Democratico in quota Pd, intende invece valutare tutte le possibilità. Tra queste, c'è anche Padova, caldeggiata ufficialmente dal centrodestra: «Siamo aperti a tutte le ipotesi. Chiediamo che lo studio sia indipendente da calcoli elettorali e politici. Non si può chiudere la porta a Padova a motivo dell'attuale “scarsa collaborazione”. Bisogna chiedere a Padova se è interessata a una fusione, come è già stato fatto per via ufficiale con Legnaro e Polverara. Non bisogna privare i cittadini di questa possibilità». La settimana prossima gli iscritti al Partito Democratico si riuniranno per decidere una linea comune.

Bazzi si schiera inoltre con Gregorio Buso, segretario della Lega sannicolese, nel chiedere a Rinuncini maggior chiarezza sull'ipotesi di una sua futura ricandidatura in caso di Comune "fuso" al termine del secondo mandato a Ponte San Nicolò. Per i fautori della fusione con Padova, Ponte San Nicolò potrebbe contare così su più servizi, come la polizia notturna e la videosorveglianza, grazie all'economia di scala. Chi invece preferisce Legnaro e Polverara spiega che il nuovo Comune da 25 mila abitanti potrebbe così contare su un bonus decennale di 18 milioni di euro: se ci si unisse con Padova invece il bonus sarebbe di 20 milioni, ma da spalmare su una popolazione di quasi 220 mila residenti e senza avere voce in capitolo.

Andrea Canton

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