Ben ottantasei citazioni Smart, termine lavori il primo luglio 2026

I fondi dal capitolo “Sviluppo del trasporto rapido di massa” In caso di ritardi il governo chiederà il commissariamento
Giorgio Barbieri

Nelle quasi duemilacinquecento pagine della versione estesa del Recovery Plan la parola Padova ricorre 86 volte. La parte del leone la fa ovviamente il progetto dell’Alta Velocità tra Verona e la città del Santo. Ma un capitolo a parte merita anche il finanziamento che Padova riceverà nell’ambito delle misure per lo “Sviluppo del trasporto rapido di massa”. Si tratta di complessivi 3.600 milioni di euro per la realizzazione di sistemi di trasporto rapido di massa con la realizzazione di 240 chilometri di rete attrezzata per le infrastrutture del trasporto rapido di massa: metro (11 km), tram (85 km), filovie (120 km), funivie (15 km). Il focus dell’intervento sarà principalmente sulle aree metropolitane delle maggiori città italiane. E tra queste, oltre a Roma, Milano, Firenze e Palermo, c’è anche Padova con il suo sistema Smart per il quale è anche indicato il cronoprogramma: i lavori dovranno terminare entro il primo luglio 2026.

le schede tecniche

L’allegato tecnico su implementazione, monitoraggio, controllo e audit ricorda che tutti i progetti inclusi nel Piano vanno conclusi entro il 2026. Per ogni investimento e riforma sono segnalate le sfide da affrontare, gli obiettivi e come si intende attuarli, i costi, le categorie e gli enti coinvolti e il cronoprogramma da rispettare per l’attuazione finale e gli step intermedi. Ma anche la valutazione sul rispetto del principio “Do not significant harm”, cioè “Non provocare danni significativi” all’ambiente. E l’analisi costi-benefici di tutte le opere infrastrutturali. C’è tutto questo nella versione estesa del Piano di ripresa e resilienza italiano, inviata a Bruxelles dal governo Draghi il 30 aprile e girata al Parlamento. Oltre alle 269 pagine con la descrizione sintetica degli interventi. Comprende schede progetto dettagliate e cartine illustrative dei collegamenti stradali e ferroviari da finanziare con i fondi europei. Il tomo completo raggiunge le 2.487 pagine.

il tram padovano

A Padova i soldi dunque arriveranno da Bruxelles, ma poi bisognerà far viaggiare i mezzi entro il 2026. Sarà una corsa contro il tempo che costringerà l’amministrazione a smantellare mezza città per alcuni anni. In cambio arriverà un tesoretto da 335 milioni di euro per realizzare il sistema di tram “Smart”, composto da 8 linee e ottenuto dal completamento della rete dei Translohr grazie a Sir3 (stazione – Voltabarozzo) e Sir2 (Rubano – Vigonza).

la corsa contro il tempo

Per essere Smart di nome e di fatto il governo ha previsto di dimezzare i tempi per la valutazione d’impatto ambientale e di non sottoporre l’opera alla Soprintendenza locale ma a una Soprintendenza speciale che si occuperà degli interventi previsti nel Pnrr sottoposti a Via istituita presso il ministero della Cultura. Si tratta di due delle misure più importanti introdotte dal governo per rispettare le scadenze con l’Europa e i tempi di realizzazione dell’opera che dovrà essere conclusa entro il 2026. E il presidente del Consiglio Mario Draghi ha deciso di utilizzare un’arma in più per essere certo che tutto corra veloce: la possibilità di commissariare con grande rapidità l’ente che non dovesse rispettare i tempi stabiliti. Nel caso in cui sia a rischio il conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del Recovery, e in caso di perdurante inerzia, il Consiglio dei ministri individuerà i commissari ai quali attribuire, in via sostitutiva, il potere di adottare gli atti o provvedimenti necessari, oppure di provvedere all’esecuzione ai progetti. —



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