Benedette dal vescovo le prime “soldatesse”
ABANO TERME. Il Santuario della Madonna della Salute di Monteortone era gremita all’inverosimile ieri pomeriggio per salutare quello che viene considerato un vero e proprio evento nella nostra provincia, la nascita dell’associazione delle Collaboratrici apostoliche diocesane. Le "soldatesse della fede" hanno avuto ovviamente la benedizione del vescovo Antonio Mattiazzo: una cerimonia alla quale ha assistito una folta schiera di fedeli. A fare gli onori di casa c’era don Danilo Zanella, parroco dell’unità pastorale di Monteortone, mentre una trentina di sacerdoti attorniavano e aiutavano il vescovo durante la funzione. Sui banchi in prima fila sedevano le elette, le cinque pie donne che da oggi rappresentano la punta di diamante di quello che vuole essere un processo vincente per rivalutare il ruolo femminile all’interno della diocesi. Tra la folla molti i parenti delle laiche, che hanno deciso di donare la loro vita alla dedizione e alla missione nelle parrocchie; ma anche tanti giovani e numerose suore.
Durante la cerimonia monsignor Mattiazzo ha raccolto per tutte il "voto", ovvero la volontà di Silvia De Franceschi, la ventinovenne infermiera di Fossona di Cervarese Santa Croce, che ha deciso di dedicare la sua vita alla fede. Una moretta con un carattere deciso, che con voce ferma ha pronunciato la sua promessa di vivere nei canoni della povertà, obbedienza e castità. «Le collaboratrici sono come le donne che assieme alla Vergine Maria erano al seguito di Gesù – ha commentato il vescovo – il loro compito è importante e impegnativo». Queste prime cinque donne formano la squadra portante, quella delle collaboratrici a tempo pieno che donano una parte del loro stipendio a favore del mantenimento dell'associazione la cui sede è stata fissata nella Casa di Nazareth di via Ravignana a Padova. La responsabile è Virginia Kaladich, che ha ringraziato a nome di tutte quanti si sono prodigati in questi 25 lunghi anni per far nascere e crescere questa associazione tutta al femminile, in modo particolare il vescovo e le parrocchie di provenienza delle prime “soldatesse” tra le quali Cittadella, Tencarola, Este e Fossona. Emozione e qualche lacrima liberatoria alla fine della funzione religiosa. Commossi anche i genitori di Sivia, che si sono stretti alla figlia in un abbraccio forte, subito circondati da una marea di amici e conoscenti, tutti in fila per augurare alla “novizia” un percorso sereno. E da domani tutte nuovamente all'opera, per un cammino non sempre semplice e in discesa. (s.s.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








