Bike sharing in saldo per tutti gli universitari

Comune e Bo insieme per garantire uno sconto di 5 euro sugli abbonamenti E allo studio c’è un progetto per sostituire le auto di servizio con le bici «blu»
Di Elvira Scigliano

Padova è la prima città per numero di abbonati al bike sharing: oltre 1.700 ciclisti affezionati, più di 90 mila prelievi di bici totali per 28 postazioni e 280 bici, di cui 50 a pedalata assistita. Il tragitto medio di uno spostamento è di 14 minuti e le Good Bike hanno percorso, da luglio ad oggi, 244.049 chilometri (144 mila solo negli ultimi 6 mesi), in altre parole 36.607 chilogrammi di CO2 non emessa.

Numeri che superano anche città molto più grandi come Torino, dove opera lo stesso gestore, Bicincittà. Dal prossimo 22 gennaio si aprirà anche un altro capitolo virtuoso, grazie alla collaborazione tra Comune ed Università: l’Ateneo padovano infatti ha firmato una convenzione che assicura uno sconto di 5 euro (o, in omaggio, l’assicurazione annuale, del valore di 5 euro) per i suoi 5 mila dipendenti, più professori, più 65 mila studenti. Gli universitari non avranno bisogno della tessera magnetica per prelevare le bici, iscriversi on line o caricare la stessa tessera perché basterà il badge universitario.

A permettere gli sconti, di fatto, è la pubblicità: in questi giorni stanno comparendo le pensiline che pagano tanto la postazione quanto le manutenzioni. Basti pensare che un raccordo di bici costa 12 mila euro, ma l’abbonamento è di appena 25 euro annuali.

Un successo destinato ad ingrandirsi: il Comune sta già pensando di potenziare le postazioni, mentre l’Università sta studiando un sistema per sostituire le auto di servizio dei dipartimenti con le “bici blu”: nessuna rivoluzione nel bianco e rosso delle Good bike (i colori di Padova), ma l’idea di far muovere i propri dipendenti con la bici invece che con l’auto, a spese dell’Ateneo. «Padova è fatta per essere goduta con la bicicletta», ha detto il Rettore, professor Giuseppe Zaccaria, alla presentazione dell’iniziativa, «perché permette di muoversi con celerità da una sede universitaria all’altra senza problemi di traffico e di parcheggio, e perché consente di godere di natura e ambiente e perché la bici è un mezzo pulito ed è un simbolo di libertà oltre che di lotta all’inquinamento. È allo studio la possibilità di utilizzare il servizio di “bike sharing” anche per gli spostamenti di servizio del personale universitario, spostamenti che oggi vengono in diversi casi effettuati in auto».

Le bici migliorano le performance della città, la viabilità e la qualità dell’aria», ha ribadito il sindaco reggente Ivo Rossi, «a settembre sono previste nuove postazioni, soprattutto dove la richiesta è importante, di sicuro anche nei quartieri». Le bici sono disponibili 24 ore su 24 e ci si abbona sul sito www.goodbikepadova.it o allo Store ufficiale in via Altinate 70, aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Monitorando le bici quotidianamente da settembre a dicembre si sono registrati non pochi problemi: in 3 mesi per ben 5 volte le stazioni di Altinate e piazza Antenore erano fuori uso; per 6 volte le bici elettriche non funzionavano; 2 bici normali con la catena rotta e addirittura 12 volte i sellini invalidi. Inoltre il sistema di attracco è scomodo, se non proibitivo, per le persone anziane (soprattutto la bici a pedalata assistita) o per le donne in stato di gravidanza a causa del peso della bici che va sollevata per essere agganciata e, non di rado, il contatto fa cilecca e così la tessera consuma il credito.

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova