Bike sharing a Padova, Dott non ingrana: «Bici rotte e rischi per gli utenti»
Gli utenti lamentano pedali rotti, manubri e selle storte. Un pendolare denuncia: «Non è sicuro per me e per la collettività, eppure non si riesce ad avere risposte»

«Ogni mattina ce n’è una e si rischia la vita. Pedali rotti, manubrio storto, sella non fissata, problemi con lo sbloccaggio. Il nuovo servizio di bike sharing Dott proprio non funziona». La denuncia di Massimo Veronese, 57 anni, ragioniere, è l’ennesima giunta in redazione. Lui decide di metterci la faccia e raccontare un disservizio che «per gli utenti può essere molto pericoloso», dice.
Abita in provincia di Rovigo e da quattro anni, dal lunedì al venerdì, fa il pendolare. Treno, e-bike, ufficio in via Tommaseo. Poco più di un chilometro che, soprattutto con questo caldo, preferisce percorrere con la mobilità elettrica, piuttosto che a piedi, usufruendo di un servizio offerto dalla città. Il punto è che da circa due mesi, dal cambio di gestore, va tutto storto, come il manubrio.
Veronese spiega che il servizio è pesantemente peggiorato: «Mi dispiace che il Comune non abbia rinnovato l’accordo con RideMovi, prima tutto funzionava perfettamente, i mezzi erano sicuri e in ordine».
La denuncia via mail
Veronese un paio di settimane fa ha scritto una mail di protesta a Dott: «Non passa giorno che non subisca disservizi a causa di mezzi sfasciati, scassati, rotti», si legge, «continuo a inviare segnalazioni di guasti attraverso chatbox (un servizio di intelligenza artificiale, ndr) e non ricevo risposte o assistenza adeguata. I vostri veicoli non vengono riparati o sostituiti, ma puntualmente vi trattenete i soldi delle corse dalla mia carta di credito».
Il ragioniere ha chiesto più volte di parlare con un operatore, ma ha atteso invano: «Mettete a repentaglio la sicurezza e l’incolumità dei vostri clienti offrendo bici distrutte», continua l’ultima missiva, «non c’è alcun servizio di manutenzione. In giro non si vedono i vostri operatori. Siete un fornitore fantasma: sono molto insoddisfatto e arrabbiato».
Tutte le magagne
«L’altro giorno», racconta, «ho preso una delle bici parcheggiate in piazzale Stazione, la sblocco e se non faccio attenzione mi parte la manopola del manubrio, un grande classico, nel senso che non è la prima volta che accade. Spesso e volentieri il manubrio è storto e devo pedalare stando attento a non andare fuori strada con il pericolo di cadere e di fare male agli altri».
Il motivo può essere l’incuria di alcune persone che trattano male i mezzi? Gli atti vandalici? «Padova è una città grande, gli incivili sono dappertutto, ma le assicuro che i mezzi sono arrivati in città già messi molto male», risponde Veronese, che fino a due mesi fa trovava molto più semplice segnalare un problema: «Non c’erano chatbot o presunti operatori virtuali: trovavo sempre una persona in carne ed ossa che rispondeva», sottolinea, «inoltre vedevo il furgone che girava con vari operai che sostituivano i mezzi rotti e poco sicuri. Da due mesi nessuno li ritira e li sostituisce».
L’azienda ha risposto alla mail di lamentele, scusandosi: «Mi mandano dei codici sconto da usare in giornata. Cerco di seguire la procedura, clicco per attivare i minuti gratuiti, ma a volte non funzionano. Non so perché. L’app non è intuitiva, è complicata». «In città si parla tanto di mobilità sostenibile», conclude Massimo Veronese, «ci sono stati oltre due anni di disagi per il tram, ora ci hanno tolto pure il servizio valido di RideMovi. Scriverò anche all’assessore alla mobilità Andrea Ragona sperando che qualcosa cambi».
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