Bimba ferita con una coltellata denunciato il padre ingegnere

IL CAMPEGGIO DI BIBBONA La piscina e il reparto bar del camping Free Beach
Due giovani genitori (29 anni lui, 27 lei) in vacanza in Toscana, una bambina di due anni e una situazione economica difficile perché il papà, laureato in Ingegneria, da qualche mese ha perso il lavoro. È questo il contesto su cui stanno indagando i carabinieri, dopo il ferimento della bimba a Marina di Bibbona (Livorno). Il padre, che abita in città vicino al centro, è stato denunciato a piede libero per lesioni. La figlioletta ha una prognosi di 7 giorni.
È successo verso le 20.30 nella pizzeria del campeggio Free Beach di Marina di Bibbona, in via Cavalleggeri Nord, una splendida località nella costa tirrenica. Secondo la ricostruzione fatta dai militari dell'Arma attorno al tavolo erano seduti padre, madre, bimba, nonno paterno, nonna materna e compagno della nonna materna. Tirava vento e la bimba era particolarmente esposta, motivo per cui è stato deciso di fare cambio di posto con il nonno. Il giovane padre si è alzato per prendere la figlia in braccio, continuando però a stringere in mano anche il coltello usato per tagliare la pizza. Sollevandola dal seggiolone le ha sfiorato il collo con la lama, provocando una ferita superficiale. La bimba si è messa a piangere, la nonna è corsa e l'ha presa in braccio, la mamma disperata si è girata di scatto e ha visto il marito intento a stringere la lama con lo sguardo stravolto. Poi ha notato il sangue scendere da sotto il mento della piccina. Tutto mentre il padre, sempre con il coltello in mano, girava tra i tavoli del ristorante in evidente stato confusionale. Una serata tranquilla trasformata in pochi istanti in un incubo. Nel campeggio è arrivata un'ambulanza del 118 e dopo poco una pattuglia dei carabinieri della Compagnia di Cecina, coordinati dal capitano Pasquale De Corato. La bambina è stata trasferita in pronto soccorso, dove i medici hanno diagnosticato solo una ferita superficiale guaribile con 7 giorni di convalescenza. Tutta la famiglia è stata poi convocata in caserma per le deposizioni a supplemento dell'indagine. La situazione non è ancora del tutto chiara. Gli investigatori sono pronti ad accogliere la tesi dall'evento imprevisto e accidentale (come del resto hanno ribadito più volte tutti i membri della famiglia) ma c'è più di qualche dubbio sul periodo di crisi interiore che starebbe vivendo il ventinovenne rimasto senza lavoro, su cui probabilmente grava la responsabilità di provvedere al mantenimento della figlioletta di due anni. Fermo restando che se ci fosse stata veramente l'intenzione di infierire, la ferita sarebbe potuta essere molto più profonda. Quel che è certo è che l'episodio ha travolto il nucleo famigliare in modo devastante. Dopo aver trascorso la notte in caserma per raccontare ognuno la propria versione, il gruppo si è diviso. Il padre è tornato a Padova mentre la mamma e la bimba hanno continuato la loro vacanza.
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