Bitonci: licenza solo ai take away che vendano il 60% di prodotti veneti

PADOVA. Prima il cibo veneto. A breve, chiunque vorrà aprire un nuovo punto vendita di prodotti da asporto di cibo e bevande, dovrà avere nei banconi almeno il 60% di prodotti veneti. Questo è il "diktat" che, neanche troppo tra le righe, si legge nel nuovo regolamento per l'insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande approvato martedì 11 ottobre dalla giunta di Massimo Bitonci. Regolamento che sarà valido solo per le nuove aperture, mentre chi ha già l'attività avviata non subirà nessun tipo di ripercussione.
ANTIKEBAB «Per capirci, è uno dei provvedimenti antikebab che l'amministrazione ha deciso di intraprendere per difendere le attività che vendono prodotti di qualità» ha evidenziato la vice di Bitonci, Eleonora Mosco. L'articolo inserito del nuovo regolamento (che sarà sperimentale per un anno) è il 4 bis: «Per salvaguardare le caratteristiche, l'immagine ed il decoro del bene culturale rappresentato da luoghi di particolare pregio ed interesse storico, artistico, architettonico e ambientale della città, nonché in coerenza con i programmi di viabilità, limitazioni o interdizione del traffico veicolare e di prevenzione dell'inquinamento, all'interno dell'area delimitata come da planimetria allegata» si legge sul provvedimento «è consentito esclusivamente l'insediamento e il trasferimento di attività artigianali/commerciali di preparazione e/o vendita di prodotti alimentari qualora l'esercente ponga in vendita nella misura di almeno il 60% di prodotti filiera veneta e/o comunque tipici del territorio e della tradizione storico culturale della Città di Padova e della Regione Veneto. Un prodotto si dice di "filiera veneta" quando ogni fase, dalla produzione primaria alla commercializzazione, avviene nella Regione Veneto».
DEROGHE In realtà non sarà vietato aprire attività che non vendano prodotti veneti, ma la trafila burocratica in quel caso prevede diversi paletti: «L'esercente che intenda richiedere la deroga rispetto al presente articolo (di cui sopra), dovrà presentare specifica richiesta corredata da un progetto, che verrà valutato dalla giunta Comunale, competente a decidere sull'eventuale concessione della deroga, nel quale vengano evidenziati in particolare i seguenti elementi, rispondenti agli indirizzi dell'Amministrazione comunale per la tutela e il decoro del centro storico: qualità e pregio dell'allestimento di vetrine, insegne ed interni; tipicità dei prodotti venduti (nazionale o internazionale); qualità delle materie prime utilizzate; innovatività e originalità del progetto; congruenza e/o capacità di integrazione con identità del tessuto storico, architettonico e commerciale della città e modalità di gestione dell'attività». Il regolamento per essere attivo dovrà prima superare lo scoglio del consiglio comunale. Lo stesso provvedimento è stato firmato non molto fa dal sindaco di Firenze, il piddino Dario Nardella.
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