Boom di furti in bar e negozi di Padova e provincia: nell’ultimo anno più 10%

Nel 2014 registrati 1.165 colpi tra Padova e provincia: a marzo 5 casi al giorno. Confesercenti: è il livello più alto dal 2008. Rapine a quota 84, 15 le aggressioni
FERRO - SPACCATA DA PIANEGONDA
FERRO - SPACCATA DA PIANEGONDA

PADOVA. Un’escalation continua che nell’ultimo anno ha visto una crescita del 10 per cento arrivando a toccare livelli mai visti dal 2008 a oggi. Sono 1.165 gli atti criminosi contro le attività economiche registrati lo scorso anno nella nostra provincia, 112 in più rispetto a quanto accaduto nel 2013. Lo dice la Confesercenti rilanciando l’allarme sicurezza ed evidenziando come, oltre alla crisi in corso, gli esercenti debbano fare i conti quotidianamente con furti, rapine, aggressioni, truffe e atti vandalici. Fenomeni che l’associazione monitora con un suo osservatorio provinciale che rielabora i dati in arrivo da una rete di circa 30 “antenne” territoriali.

La mappa. I più colpiti sono sicuramente Padova e i comuni della cintura con ben 787 atti censiti (+67) rispetto al 2013, ma non sono immuni neanche l’alta Padovana o l’area del Conselvano e Piovese. «C’è un’impennata di piccoli furti nei negozi (47,6%) e nei bar (20,5%)» sottolinea Nicola Rossi, presidente di Confesercenti. «Per quanto riguarda i singoli settori abbiamo in crescita i bar (+25) i negozi di abbigliamento (+33) le farmacie le tabaccherie, i ristoranti e le attività turistiche. Spariscono, invece, i furti nei confronti dei negozi compro oro». Ad entrare in azione «sono soprattutto piccole bande sia straniere che italiane o in alcuni casi ladri solitari» commenta Rossi. «Alcuni soci parlano di una sorta di criminalità viaggiante, che rimane nel territorio qualche settimana, compie furti e poi sparisce. In molti casi, soprattutto per gioiellerie e abbigliamento si tratta di furti su commissione».

Il boom. L’andamento mensile negli ultimi sei anni evidenzia come il picco più alto si sia raggiunto nel dicembre del 2013 con 128 mentre il minimo delle segnalazioni sia relativo ad agosto sempre 2013 (32). Tutto questo prima dello scorso quando, nel mese di marzo, sono stati registrati 151 colpi: quasi cinque al giorno. Interessante osservare come il crescendo costante tra i mesi di febbraio e marzo. Il crollo di agosto e la ripresa, tutti gli anni, nei mesi autunnali. Cresce anche il dato della sola città di Padova: da 484 tra furti e rapine del 2013 alle 509 del 2014.

Le attività nel mirino. Le più esposte sono le attività commerciali (554 tra furti e rapine), seguono le aziende artigiane (225), i pubblici esercizi (239), le attività ludiche (30) e in generale i servizi (117). «La situazione di crisi economica diffusa si fa sentire in modo pesante nelle statistiche del nostro osservatorio sulla criminalità», continua Rossi. «È indubbio che in molti casi i tentativi di furto e i furtarelli sono opera di sbandati senza arte e ne parte ma proprio per questo particolarmente pericolosi». Guardando al 2013 si riesce ad avere un maggiore dettaglio: bar (155 colpi), supermercati (139), banche (44), negozi di abbigliamento (70), farmacie (11), centri commerciali (73), distributori (50), tabaccherie (26), alimentari (38), compro oro (10).

I reati. Per quanto riguarda le tipologie di atto criminoso al primo posto i furti (809), in costante crescita seguiti dai tentativi di furto, spesso andati a vuoto grazie ai sistemi di prevenzione adottati (allarmi, vigilanza, video). Elevatissimo il numero di rapine (84 seppur in diminuzione rispetto al 2013, -10) e anche le aggressioni (15). «Non smetteremo mai di denunciare come la maggiore responsabilità stia nella mancanza della certezza della pena» conclude Rossi. «Non possiamo continuare a chiedere ai nostri commercianti di denunciare chi commette reati se poi corrono il rischio di trovarseli davanti al negozio».

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