Bordin lancia l’allarme «L’Esu rischia il collasso»

Il commissario: il blocco del turn over ci costringerà a tagliare i servizi «Stiamo lottando per riaprire la mensa Marzolo, ma ci serve il personale»
Di Fabiana Pesci

«Arriveremo al collasso se non potremo assumere dipendenti». Ad un anno dal suo insediamento alla guida dell’Esu, l’azienda regionale per il diritto allo studio, Rocco Bordin scatta un’istantanea della situazione dei servizi erogati a favore degli studenti universitari: dalle mense agli alloggi, passando per una miriade di iniziative cucite addosso ai giovani che frequentano le aule del Bo. Bordin non nasconde una situazione drammatica: il blocco del turn over imposto dalla Regione Veneto rischia di mettere ko l’Esu. Dei 250 dipendenti dell’ente, settanta se ne sono andati in pensione: «Ed ora il problema rischia di peggiorare», spiega il commissario straordinario Bordin, «dato che la media dell’età di chi lavora in Esu è di circa cinquant’anni. Quest’anno abbiamo subito una decurtazione ai fondi pari al 17 per cento. A meno di un intervento della Regione saremo costretti a tagliare i servizi. Potremo fornirli ad un minor numero di ragazzi, solo a coloro che avranno certificazioni Isee veramente basse». Bordin, analizzando i dati, dimostra che l’Esu ha compiuto passi di gigante nonostante i tagli brutali di cui è rimasta vittima: «Abbiamo terminato la ristrutturazione di diverse residenze, nonostante i fondi per l’edilizia siano azzerati da anni. Tutto ciò è stato reso possibile da una politica di forte ottimizzazione delle spese che ho messo in atto dal giorno del mio insediamento. È certo però che non possiamo risolvere problemi di tipo oggettivo: stiamo lottando per riaprire la mensa Marzolo. Ma come faremo a farla funzionare se non sbloccheranno il turn over?». Rocco Bordin sottolinea che il suo non è un attacco alla Regione: «Voglio però denunciare un problema oggettivo: l’Esu è un ente efficiente che sta pagando a caro prezzo tagli e blocco del turn over. Non possiamo di certo continuare a chiedere straordinari su straordinari e turni aggiuntivi per mettere una pezza alla carenza di personale». L’Esu per continuare a fornire pasti agli studenti (a fronte di numeri insufficienti e alla Marzolo chiusa da due anni) ha dovuto procedere all’esternalizzazione di un’altra mensa: ha aperto i battenti in via Belzoni una nuova struttura gestita dalla Serenissima ristorazione che si è aggiudicata l’appalto. «Tuttavia resta ferma la nostra volontà di mantenere la gestione delle mense che dettano la qualità del servizio che eroghiamo», afferma perentorio il commissario dell’Esu. Attendono lumi dalla Regione anche gli studenti, che aspettano ancora migliaia di borse di studio. L’anno scorso la vicenda si è conclusa con un “assalto” da parte dei ragazzi al palazzo della Regione Veneto, quest’anno la musica sembra essere addirittura peggiorata: «Attualmente su 5173 aventi diritto, solo 2253 ricevono la borsa di studio: sono 2920 gli idonei non assegnatari, il 56,45% degli studenti è quindi scoperto», spiega Leone Cimetta, Studenti Per, «Quest’anno la situazione è ancor più drammatica:il taglio ai fondi per il diritto allo Studio della Regione stanziati dallo Stato del è 47,17% (5 milioni di euro). Abbiamo sollevato il problema e ci è stato risposto che la Regione farà il possibile, ma che sicuramente non si potrà ottenere la copertura praticamente totale come per l’anno precedente, a causa dei tagli generali creati dalla riforma Gelmini. Noi continueremo a difendere i diritti degli studenti con tutti i mezzi che abbiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova