Borgomagno, al via la demolizione degli ex magazzini

Dopo 20 anni i capannoni abbandonati vengono abbattuti Erano diventati ormai un albergo per sbandati
Di Felice Paduano
CARRAI - ABBATTIMENTO CAPANNONI CAVALCAVIA SARPI DALMAZIA
CARRAI - ABBATTIMENTO CAPANNONI CAVALCAVIA SARPI DALMAZIA

ARCELLA. Con appena vent’anni di ritardo, ieri mattina, alle otto in punto, sono iniziati i lavori di demolizione dei capannoni abbandonati all’interno dell’Ansa Borgomagno, all’Arcella, tra le vie Dalmazia, Fowst e Tre Venezie, sul lato nord del cavalcaferrovia Sarpi-Dalmazia.

Prima dell’entrata in azione dei lavoratori dell’impresa vicentina Demoter di Dueville i carabinieri hanno provveduto a sgomberare dall’intera area tutte le persone che la utilizzavano come giaciglio per la notte o come posto abituale dove andare a bucarsi. Sono stati allontanati venti disperati, quasi tutti immigrati, tra cui alcuni nomadi. I presenti al blitz dei carabinieri hanno riferito che gli sfollati vivevano praticamente in una cloaca a cielo aperto, protetta solo da alcune travi in legno, per giunta pericolanti. Brandine e materassi impregnati di urina, sistemati con coperte e cappotti utilizzati per difendersi dal freddo della notte, a fianco di montagne di feci e di resti alimentari di cibo. La puzza era talmente pesante che, nelle prime ore di lavoro i sette operai, guidati dal titolare Claudio Bortoli, hanno dovuto manovrare le ruspe con la mascherina sulla bocca e sul naso.

La demolizione e la bonifica radicale degli ex magazzini cosiddetti raccordati, tra cui c’erano anche la Ferriera Padana e l’Autotrasporto Tagnin, dureranno 45 giorni. Dopodichè, intorno al perimetro dell’area, sarà installata una rete di recinzione in metallo, molto robusta, in modo tale da evitare qualsiasi tipo d’intrusione dall’esterno. Direttore dei lavori è Gennaro De Gaspari, di Vigonza. Costo: 50 mila euro.

Intanto proprio ieri, sempre in base alla notifica amministrativa del cantiere allo Spisal ed alla Direzione Provinciale del Lavoro, sono venuti fuori tutti i nomi degli undici imprenditori che fanno parte del consorzio “Città Nuova”. Sono Maria Cristina e Giorgia Miotto, Francesca Caonero, Sergio e Silvia Cacchi, Sergio Gambi, Romeo Nicoletto, titolare dell’azienda Italmaceri, in via Ticino 12 al momento presidente del consorzio, Antonio Susani responsabile della società SGA, Pier Antonio e Luigi Zanetti ed Ernesto Tabacchi, titolare della Nino Immobiliare. Il progetto di massima, presentato dal Consorzio, è stato già approvato dal Comune ma gli undici soci della società in questione hanno già dichiarato pubblicamente che almeno per il momento non chiederanno alcuna licenza edilizia per uso residenziale e commerciale-direzionale all’amministrazione comunale, alla luce della pesante crisi del mercato immobiliare in tutta la città. «Si parlava di questo progetto già negli anni ‘80, quando il sindaco era Paolo Giaretta e l’assessore all’Urbanistica Sandro Faleschini», ricorda l’ex vicesindaco, il socialista Bruno Mezzalira, «all’epoca siamo stati noi a progettare la bretella che oggi da Camerini porta al Sarpi-Dalmazia. A tutti è noto che per la demolizione dei ruderi si è perso troppo tempo. Ma tutto è bene quello che finisce bene».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova