“Botellon” all’italiana tutti a bere in Prato ma in Spagna è vietato

Un giornalista di Barcellona racconta l’origine della festa Ordinanza del sindaco: dalle 16 di domani 1 litro di alcol a testa

Botellón in Prato della Valle: tutto è pronto per la grande festa, compresa l’ordinanza che il sindaco ha firmato ieri. Quali sorprese? Zanonato ha vietato come lo scorso anno di portare più di un litro a testa di alcol dalle 16 di mercoledì alle 6 della mattina dopo per evitare il «grave degrado urbano del 2011». Il divieto vale non solo per il Prato ma anche per le vie limitrofe e chi trasgredirà verrà denunciato sulla base di quanto previsto del 650 del codice penale.

La “festa spagnola” piace molto ai giovani e agli studenti universitari che popolano la città del Santo e domani sera c’è da sperare che non piova.

Evento per pochi. La prima differenza tra il Botellón alla spagnola e quello all’italiana sta nella quantità di persone che vi partecipano. Alberto Ramirez è un giornalista spagnolo trapiantato (per lavoro e per amore) in Italia. Ha 30 anni e non è passato troppo tempo dalla sua ultima uscita al vero botellón spagnolo. «In Spagna è un’usanza che si pratica soprattutto per non spendere tanti soldi», racconta Alberto, «i ragazzi si trovano con la bottiglia di vino portata da casa in modo da potersi trovare in piazza senza per forza bere in un locale». In piccolo lo si fa nelle piazze e in Prato della Valle, dove d’estate tanti ragazzi si danno appuntamento con una birra e una chitarra.

Raduno di massa. La particolarità dell’evento di mercoledì sera è che riunirà in solo luogo (tra i più belli di Padova a dimostrazione del fatto che anche i giovani apprezzano i tesori artistici) migliaia di persone. Questo non accade in Spagna», continua Alberto, «il botellón nasce come ritrovo tra amici in qualche piazzetta cittadina». La trasposizione italiana invece lo ha fatto diventare un evento di massa.

Baristi in rivolta. L’escamotage di portarsi da bere da casa è senza dubbio un sollievo per le tasche dei giovani avventori: un litro di spritz “home made” e una caraffa in un bar hanno un costo ben diverso. Ma se i baristi padovani per una sera possono chiudere un occhio quelli spagnoli hanno visto un rischio reale di calo delle vendite e si sono dimostrati contrari ai ritrovi spontanei. E se inizialmente i giovani che si trovavano per il botellón avevano degli spazi appositamente dedicati, ad esempio fuori dalle discoteche, con il passare del tempo sono stati sempre più osteggiati.

Vietato bere. Il botellón originale alla fine ha perso. In Catalogna e nella sua capitale Barcellona è vietato il consumo di alcol negli spazi pubblici, sia esso contenuto in vetro, lattina o tetrapak. «I residenti si lamentavano per la confusione», spiega Alberto, «e alla fine il botellón è stato vietato». Seppur osteggiato da più parti, l’unica limitazione all’evento è quella di portare al massimo un litro di alcol a testa. Con delle novità rispetto all’edizione 2011 come la svolta eco-sostenibile portata da una manciata di partecipanti che distribuiranno sacchetti per i rifiuti. Quasi una scommessa sul senso civico dei loro coetanei: se il Botellón “all’italiana” avrà successo lo si saprà solo il giorno dopo guardando le condizioni del Prato e della canaletta.

Valentina Voi

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