Brunetti: «Valorizzeremo la religione dell’amore»

Il neo assessore: «Il crocifisso? Giusto, perchè non ci vergogniamo della Chiesa» E intanto finanzia un progetto per insegnare ai giovani stranieri le radici cristiane
BARSOTTI - CROCIFISSI IN COMUNE
BARSOTTI - CROCIFISSI IN COMUNE

15.000 euro per l’inclusione scolastica e sociale dei giovani stranieri. Sembra un paradosso, ma a firmare la delibera che stanzia il denaro per partecipare all’ammissione di finanziamento per il progetto «Più culture per più opportunità» è stata proprio la giunta Bitonci.

In realtà, come si legge sulla delibera, il progetto era stato avviato dalla precedente amministrazione. L’unica postilla che è riuscito ad aggiungere Bitonci, è quella relativa alle modalità e all’orientamento dei corsi che verranno finanziati. Corsi che riguarderanno quindi, oltre alla lingua, anche «alla conoscenza dei principi della Costituzione e del suo patrimonio culturale fondato su radici cristiane, nonché all’approfondimento dell’educazione civica e degli usi locali».

«È un’eredità della vecchia amministrazione, ma l’orientamento che abbiamo dato non toglierà nulla a quello che è già stato predisposto, anzi credo sia un elemento di miglioramento» ha spiegato l’assessore all’integrazione, Alessandra Brunetti.

Lei, neo assessore anche ai rapporti religiosi, ha un crocifisso in ufficio, ma se lo è portato da casa.

« Reinserire il crocefisso nelle scuole e negli edifici pubblici significa solamente valorizzare le nostre radici cristiane, ossia radici basate sul valore dell’accoglienza e dell’incontro dell’altro. Il cristianesimo è la religione dell’amore», dice la Brunetti. Atei e agnostici difficilmente avranno questo desiderio e potrebbero battagliare a suon di ricorsi. «Ora in tutti gli edifici e scuole un bel crocefisso obbligatorio regalato dal Comune. Guai a chi lo tocca», ha scritto su facebook Massimo Bitonci. Per ora quella lanciata da Bitonci sembra più una provocazione, o quantomeno solo una dichiarazione d’intenti. Dopo anni di dibattiti, arrivati fino a Strasburgo e alla Corte europea per i diritti dell’uomo, il sindaco leghista ha di nuovo tirato fuori dal cilindro l’idea di rendere obbligatori i crocefissi nelle aule scolastiche e negli edifici pubblici. E lo ha fatto il giorno dopo aver annunciato di non voler più concedere l’utilizzo delle palestre ai musulmani durante il mese del Ramadan, al contrario di ciò che faceva Zanonato.

«Sono due aspetti diversi – ha risposto la Brunetti – perché quella relativa al Ramadan era una decisione presa dalla precedente amministrazione e noi non abbiamo avuto modo e tempi per valutarla. Comunque si tratta della gestione di ordine pubblico e per un periodo prolungato di un mese, che è ben diverso da concedere una sala per un giorno. Non è un atteggiamento di chiusura il nostro, ma solo di prudenza perché diamo per scontato che la dimensione della preghiera e quella spirituale dell’uomo non potrà mai rappresentare un problema».

Tornando al crocefisso, l’assessore Brunetti ieri era incredula davanti al tanto clamore generato dalle dichiarazioni di Bitonci: «Allora dovremmo vergognarci della nostra Chiesa, delle nostre opere d’arte – si è chiesta - .Quello che ha detto Bitonci per ora è una dichiarazione d’intenti dell’amministrazione e credo che progressivamente sarà attuata, ma solo dopo esserci occupati delle emergenze più gravi della città».

Luca Preziusi

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