«Brutte frequentazioni», il Rendez Vous di Conselve chiuso per 15 giorni

Provvedimento del questore contro il locale, teatro di una rissa. I titolari: «Un’ingiustizia, riapriremo qui vicino»
IL BAR Il Rendez Vouz di Conselve è stato teatro della violenza scatenata dai nomadi
IL BAR Il Rendez Vouz di Conselve è stato teatro della violenza scatenata dai nomadi
CONSELVE. Quindici giorni di chiusura forzata per il Rendez Vous teatro, a fine maggio, di un sanguinoso pestaggio. Ieri mattina i carabinieri hanno notificato il provvedimento firmato dal Questore di Padova, che ha imposto al titolare Filippo Bergamasco di sospendere immediatamente l’attività del bar.


Per due settimane porte sbarrate al locale fra i più noti e alla moda della zona, frequentato da centinaia di giovani. Protesta il gestore che subito trova la solidarietà di molti clienti ed amici. Quaranta giorni fa nella piazzetta del Rendez Vous una banda di nomadi, più di una dozzina, aveva scatenato una rissa mandando all’ospedale tre giovani di Anguillara, uno dei quali con serie ferite alla testa. Il tutto sotto gli occhi allibiti di decine di clienti del locale e di chi vi lavora, che mai aveva visto una violenza del genere. Dopo settimane di indagini il provvedimento.


«Sono senza parole - sbotta il titolare Filippo Bergamasco - è un’ingiustizia. I responsabili sono altri e noi dobbiamo farne le spese. E’ inaccettabile, poi, leggere nel provvedimento di chiusura che il Rendez Vous sarebbe “abituale ritrovo di persone sbandate”. Il nostro non è un covo per delinquenti, lo possono confermare le centinaia di persone, soprattutto giovani, che ogni settimana frequentano il nostro locale. Da quando abbiamo aperto non era mai successo nulla e proprio per garantire una certa tranquillità ai clienti avevamo organizzato un servizio di sicurezza. La rissa si è consumata all’esterno e i nostri clienti sono stati delle vittime. Ora dobbiamo subire anche il danno della chiusura nel pieno della stagione estiva». Bergamasco ha affisso un avviso fuori dalla porta annunciando un’apertura alternativa a poche centinaia di metri. Sulla pagina facebook del locale numerosi i messaggi di solidarietà.

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