Cacciatore spara e sfiora le guardie del Parco Colli

Era in corso la prima operazione di selezione degli animali Lo sparatore è di Baone, già aperta un’indagine
Di Nicola Cesaro
PD 16/08/02 MICHELA GOBBI I CINGHIALETTI MASCHI CHE LITIGANO (SALMASO)
PD 16/08/02 MICHELA GOBBI I CINGHIALETTI MASCHI CHE LITIGANO (SALMASO)

BAONE. Vanno a caccia di cinghiali, vengono raggiunti da due colpi di fucile. Se la sono vista brutta i sei operatori del Parco Colli: giovedì notte hanno rischiato seriamente di rimanere impallinati durante una battuta di caccia selettiva sul Monte Castello, a Calaone.

La squadra, composta da quattro operai dell’ente regionale e da due selecontrollori formati dal Parco Colli, era impegnata nella frazione di Baone. Aveva il compito di abbattere cinghiali. Per la prima volta, grazie ad una legge regionale approvata solo qualche settimana fa, i selecontrollori avevano la facoltà di spostarsi e sparare autonomamente, senza il rigido affiancamento del personale del Parco Colli Euganei.

Il “debutto” della libertà dei selecontrollori è stato però rovinato da un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi. Nel cuore della notte, infatti, il gruppo era impegnato dell’abbattimento di un cinghiale, il terzo della serata. Operatori e selecontrollori avevano appena acceso il faro per individuare l’animale, quando si sono sentiti due spari rimbombare tra le foglie del bosco. I pallini esplosi dall’arma di uno sconosciuto sono finiti a pochi passi dalla squadra del Parco Colli.

Preoccupati per la loro incolumità, e consci di averla scampata bella, gli operai dell’ente regionale hanno contattato immediatamente la polizia provinciale e i carabinieri. Sono stati i militari dell’Arma atestina a intercettare la mano che ha sparato i due colpi. Si tratta di un cacciatore di Baone, le cui generalità saranno rese note solo al termine dell’indagine. I carabinieri lo hanno interrogato e hanno perquisito anche la sua abitazione.

Il cacciatore si è difeso sostenendo di aver sparato solamente in aria, senza voler colpire nella circostanza alcuna persona. «È bene chiarire che questa persona non era un selecontrollore, né tanto meno un professionista autorizzato da alcun ente a sparare nel territorio protetto» commenta Gianni Biasetto, presidente del Parco Colli Euganei «Potremmo essere di fronte ad un bracconiere, anche se mi sento di dire che questa persona è chiaramente un folle: come si fa a girare di notte armati e a sparare senza alcuna cognizione?».

Chiude il numero uno del Parco: «Quest’episodio conferma ulteriormente la delicatezza che occorre usare in questa situazione. Aprire la caccia a tutti, senza regole, creerebbe dei seri problemi di sicurezza. Speriamo si tratti di un caso isolato. Non posso che esprimere solidarietà ai miei ragazzi, che hanno avuto seriamente paura».

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