Caldo record, bar e ristoranti in ginocchio: «Perdite fino al 20%»
L’allarme dell’Appe: drastico calo del consumo di alcolici e dehors sempre vuoti. «Non è più un’emergenza, ma un problema strutturale da affrontare»

L’ondata di caldo estremo non dà tregua e presenta un conto salatissimo ai pubblici esercizi. A tracciare la fotografia di un’estate da “bollino nero” per il settore è l’indagine condotta dall’Appe (Associazione provinciale pubblici esercizi) su un campione rappresentativo di bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie del territorio euganeo. Il risultato è un allarme rosso per l’economia locale: quasi tre imprese su quattro (il 74,5%) registrano un drastico calo di fatturato, che per un locale su quattro supera addirittura la soglia critica del 20% in meno. A pesare è la combinazione di due fattori letali: la fuga dei clienti nelle ore calde e l’esplosione dei costi per la climatizzazione e la catena del freddo.
Dehors deserti e alcol azzerato
A soffrire particolarmente sono gli spazi esterni. Il 90% dei locali dispone di dehors, ma con le temperature attuali sono inutilizzabili. La metà degli esercenti segnala il deserto nelle ore diurne e cene sempre più posticipate. Cambiano radicalmente i consumi: oltre la metà dei locali (58,6%) registra un netto calo nella vendita di bevande alcoliche (-58%), sostituite da consumazioni veloci, acqua e prodotti leggeri.
Stangata bollette e blackout
L’83,1% dei locali paga bollette energetiche più alte (per il 35,6% gli aumenti superano il +10%). Ad aggravare la situazione, quasi la metà delle attività (49,2%) ha subito interruzioni dell’energia elettrica per sovraccarico della rete, in alcuni casi con gravi danni alla conservazione degli alimenti.
Contromisure al limite e l'allarme
Il 28,8% ha già cambiato gli orari di apertura e oltre il 27% ha dovuto tagliare i turni del personale, ma per il 44,1% dei gestori non ci sono più margini di manovra. La presidente dell’Appe Federica Luni dichiara: «Non è un’emergenza passeggera, è un fattore economico. Servono incentivi per migliorare l’efficienza energetica dei locali e reti elettriche adeguate. Il caldo estremo non è più una semplice nota di colore sul meteo, è diventato un fattore economico che sta mettendo in ginocchio le nostre piccole imprese».
La Presidente conclude chiedendo interventi urgenti: «I gestori si trovano in una morsa drammatica: da un lato incassi in picchiata, clientela ridotta e scontrini più leggeri; dall’altro costi energetici schizzati alle stelle e l’incubo dei blackout che rischiano di mandare al macero le materie prime. Gli esercenti stanno facendo i salti mortali adegueranno orari e servizio, ma non possono essere lasciati soli. Il clima è cambiato e dobbiamo coordinarci: servono infrastrutture elettriche davvero affidabili, centri urbani più ombreggiati e un piano di incentivi per migliorare l’efficienza energetica dei locali. Il caldo non è un’eccezione, è la nuova realtà con cui fare i conti».
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