Camin, bonificato l’argine dall’amianto abbandonato

CAMIN. Hanno usato una resina rossa incapsulante per catturare le polveri nocive sprigionate dall’amianto sbriciolato. I bancali sono quindi stati sigillati e rivestiti di pellicola trasparente per dare prova del trattamento avvenuto. In tutto gli operai della Nest ambiente hanno trattato una ventina di lastre abbandonate sul lungargine Angelo Donati, a Camin. Che poi hanno portate al centro di stoccaggio di Corso Stati Uniti. Tutto è partito da una segnalazione al Comune che l’assessore all’ambiente Alessandro Zan ha preso molto sul serio intervenendo velocemente. «Per chi abbandona rifiuti», scandisce Zan, «è prevista una multa da 300 a 3000 euro, raddoppiati se si tratta, come per l’amianto, di rifiuti pericolosi. Dunque in una situazione come questa partiamo da 600 euro di multa. Per fortuna in questo caso si trattava di cemento amianto che ha una matrice compatta meno friabile. Resta comunque inammissibile che qualcuno continui a pensare all’ambiente come una discarica. A queste persone ricordo che sono perseguibili anche penalmente».
Palazzo Moroni è una delle rare amministrazioni che fornisce un servizio gratuito ai privati che si trovano a dover smantellare residui di eternit. Il servizio prevede la fornitura gratuita (perché già conteggiata nella tassa sulla spazzatura) di un kit per la rimozione sicura dell’amianto fino a 750 chilogrammi (più o meno 50 metri quadrati) che viene poi gratuitamente prelevato da Aps. «Invitiamo tutti i cittadini a segnalarci la presenza di manufatti o coperture in cemento amianto in pessimo stato di conservazione», esorta Zan. Basterà compilare il modello prestampato o inviare una e-mail al settore ambiente (ambiente@comune.padova.it.), per allertare la polizia municipale.
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