Casale, Merlara e Urbana prime prove di fusione

Pronto lo studio di fattibilità commissionato dai sindaci dei tre comuni «È una data storica, importanti ora informazione e coinvolgimento dei cittadini»
Di Nicola Cesaro

CASALE DI SCODOSIA. Fusione tra Casale di Scodosia, Merlara e Urbana: lo studio è pronto, non resta che parlarne seriamente. Ieri mattina i sindaci dei tre Comuni hanno ufficialmente dato il via al “percorso comunicativo” dedicato all’ipotesi di fusione tra i tre enti e alla creazione di un unico Comune da 9 mila abitanti. Il primo passo è stato quello di presentare la conclusione dello studio di fattibilità realizzato proprio per analizzare pro e contro del processo di fusione. Lo studio, supportato economicamente anche dalla Regione Veneto, è stato condotto da Anci Veneto.

«Vogliamo dare il via a una massiccia e strutturata campagna di informazione» spiega Stefano Farinazzo, sindaco di Casale di Scodosia, Comune capofila del progetto «proprio partendo da questo studio di fattibilità, che verrà presentato in Regione entro il 31 dicembre e che sarà poi illustrato ai cittadini». L’ipotesi è quella di utilizzare tutto il 2016 per organizzare incontri, dibattiti, campagne stampa destinate a sensibilizzare i cittadini dei tre Comuni sul tema. Nel 2017, quindi, qualora il progetto trovasse sostegno nelle tre comunità si potrebbe partire anche all’avvio dell’iter amministrativo. L’impegno è quello di imparare dagli “errori” della vicina fusione tra Este e Ospedaletto Euganeo, dove – al di là del risultato che arriverà – più di qualcuno si è lamentato della poca efficace campagna di promozione portata avanti dai fautori del progetto. «Il coinvolgimento dei cittadini sarà massimo» conferma Claudia Corradin, sindaco di Merlara «Non faremo scelte affrettate e soprattutto avremo la possibilità di valutare dati oggettivi con il supporto della Regione e dell’Anci. Oggi è una data storica: inizia un percorso che speriamo porterà a una fusione di assoluta rilevanza». Chiude il primo cittadino di Urbana, Marco Balbo: «La stesura di un progetto per la fusione è un’opportunità prima di tutto per i cittadini. Stiamo fornendo gli elementi concreti per comprendere a pieno i vantaggi di un’operazione complessa. Non si tratta quindi di un’imposizione: come amministratori abbiamo intrapreso un percorso condiviso».

I tre Comuni, dopo gli anni burrascosi che hanno visto anche il fallimento dell’Unione della Sculdascia, arrivano da mesi di convenzioni e percorsi condivisi che fanno ben sperare gli amministratori e che sembrano un buon punto di partenza per la nascita del nuovo Comune.

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