Casale, Merlara e Urbana puntano al comune unico

Via al sondaggio: agli abitanti dei tre paesi verrà distribuito un questionario I nomi proposti: Arimannia, Fratta Padovana, Scodosia e Terre della Sculdascia
CASALE DI SCODOSIA. Arimannia, Fratta Padovana, Scodosia o Terre della Sculdascia? Come si chiamerà il nuovo Comune che potrebbe nascere dalla fusione di Casale di Scodosia, Merlara e Urbana? C’è anche questa domanda nel sondaggio preliminare che, dalla settimana prossima, sarà consegnato ai cittadini dei tre Comuni. Entro il 4 dicembre, infatti, i quasi 10 mila abitanti di quest’area della Sculdascia riceveranno una busta contenente un modulo per ciascun maggiorenne, accompagnato da una lettera di presentazione all’ipotesi di fusione. Il questionario andrà consegnato al proprio municipio entro il 16 dicembre, data che peraltro è vigilia di un altro appuntamento importante in fatto di fusioni, ossia il referendum per la nascita di Quattroville dalla fusione di Santa Margherita d’Adige, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale e Saletto.


l progetto.
Lo scorso 10 novembre la Conferenza dei sindaci dei tre Comuni ha ripreso formalmente il percorso verso la possibile fusione, interrotto in funzione degli appuntamenti elettorali (referendum sulla Costituzione e elezioni amministrative a Merlara) del 2017. L’idea di unire le tre municipalità era stata ufficializzata nell’agosto 2014 con la firma di una convenzione per la realizzazione di uno studio di fattibilità, consegnato poi a fine 2015 e risultato estremamente favorevole all’omogeneizzazione dei tre Comuni. Nella Conferenza di tre settimane fa i sindaci hanno approvato il sondaggio popolare e condiviso i possibili nomi del nuovo Comune.


Il questionario.
Il sondaggio chiederà innanzitutto la posizione del cittadino in merito alla fusione. Verrà richiesto di valutare i maggiori vantaggi che deriveranno dalla creazione di un unico Comune e, per i contrari al percorso, di indicare i motivi a sostegno del “no”. Sarà anche chiesto di indicare una preferenza circa il nome del nuovo Comune: Arimannia, toponimo di origine longobarda che stava a indicare terre di particolare valore strategico; Fratta Padovana, che deriva dal fiume che attraversa il territorio; Scodosia, chiaramente legato alla “Sculdascia”, suddivisione territoriale longobarda che è già presente in queste aree in toponimi e strade; Terre della Sculdascia, anche in questo caso riferito alla suddivisione longobarda di questi territori. C’è infine la possibilità di indicare nuovi nomi.


ll nuovo Comune.
L’eventuale unione dei tre Comuni garantirebbe una municipalità di 10 mila abitanti su quasi 60 chilometri quadrati. Sarebbe il quarto Comune più popoloso della Bassa padovana (appena sopra anche al nascente Quattroville) e il primo per estensione territoriale. Nella lettera che accompagna il questionario sono indicati i principali vantaggi per i Comuni che aderiscono a un percorso di fusione, a partire dai 10 milioni di euro che potrebbero arrivare da Stato e Regione nel prossimo decennio. «In questi ultimi anni, i tre Comuni hanno condiviso, seppur con qualche difficoltà, convenzioni e stessi dipendenti con funzioni di capi-area, e hanno cercato un’omogeneizzazione dei servizi» spiega il sindaco di Casale di Scodosia, Stefano Farinazzo, «come sindaco non guardo alla fusione solo per i notevoli contributi che arriveranno dallo Stato nei prossimi dieci anni, ma soprattutto per migliorare i servizi alla cittadinanza, realizzando economie di scala. Sono convinto che per un Comune i 10 mila abitanti siano il numero ideale perché sia garantito un rapporto stretto con i cittadini e la macchina amministrativa».




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