Cena con i profughi per vincere la diffidenza

CROCEFISSO. Una cena con i profughi al Giardino di Qui Padova, dietro Casa colori di via del Commissariato: appuntamento questa sera alle 19.30 con “Qui accolgo, Qui mangio!”. Il filo conduttore sarà l’accoglienza: tutti sono invitati e possono portare un oggetto, una foto, un pensiero, un breve scritto per dire «accoglienza è...». Il menù, manco a dirlo, sarà “mondiale”: accarezzerà l’Africa attraversando più regioni, ci sarà un pizzico di Bangladesh, senza escludere la dolcezza italiana. A fare gli onori di casa Lies (Laboratorio di inchiesta 2016) e Infinito viaggiare. La cena è a contributo assolutamente libero. Non è un caso, tuttavia, che ci si siederà al tavolo della tolleranza e del “welcome” nei giorni d’inizio della sagra del rione Crocefisso. Anzi. C’è una ragione ben precisa. Negli anni passati Maurizio Trabuio invitava lo sparuto gruppetto di profughi-ospiti a montare in sella alla bici e fare una passeggiata per il rione, per conoscere e mettersi alla prova nel gioco delle relazioni umane. Portava i ragazzi anche alla sagra. Ma il risultato, ritengono, era amaro: guardati come fenomeni da baraccone, scansati ed evitati.
Non c’è voluto tanto che, quei ragazzi, hanno smesso di prendere la bici e pedalare per il quartiere, sentendosi poco accettati.
Per chi ogni giorno lavora dietro Casa a colori quella di stasera è una mano tesa, non a chi ha fame perché ha la pancia vuota, ma a chi ha fame perché ha il cuore arido.
Elvira Scigliano
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