Affitto insostenibile, addio alla gelateria Tarcisio a San Rocco

La Millevoglie aperta da 35 anni costretta ad arrendersi: «La città è sconvolta sempre di più dal turismo di massa». Il canone passa da 8.300 a 11 mila: «Impossibile per noi»

Costanza Francesconi
Dasinistra, Durim Gashi, Tarcisio Carolo e Florim Merlaku
Dasinistra, Durim Gashi, Tarcisio Carolo e Florim Merlaku

L’affitto schizza da 8.300 a, trattati, 11.000 euro al mese, la Gelateria Millevoglie da Tarcisio abbassa le serrande dopo 35 anni di attività a San Rocco. «Ci aspettavamo un aumento del canone ma, purtroppo, ora non ci stiamo più dentro», racconta lo storico proprietario, Tarcisio Carolo.

Nato a Padova, 68 anni fa, per dieci ha gestito da pendolare la macelleria di San Lio, poi ha inaugurato la vetrina di gelati, trasferendosi in città, e incrementando negli anni l’offerta con pizza da asporto e bibite. Lavora con sua moglie e suo figlio. Ora seguiranno solo la seconda attività in centro storico. Aperta a Rialto prima del Covid, vende pizza e gelati in Salizada San Giovanni Grisostomo ai piedi del ponte dei zocatoli.

Il rinnovo del canone

«L’aumento inizialmente comunicato dai proprietari, una famiglia di veneziani, era inizialmente 12.000 euro mensili. Siamo scesi a 11.000 euro. Per noi, sommati ai 6.000 euro che paghiamo di magazzino, è infattibile. Già le condizioni attuali sono difficili da rispettare. L’estate c’è più lavoro, ma d’inverno il calo è verticale». La prima impennata subita dal canone risale al 1991-1992. Per farvi fronte, la gelateria ha prolungato l’attività, senza più chiudere a dicembre e gennaio, quando tradizionalmente le presenze in centro storico diminuiscono. E ha ridotto il personale in servizio. «Anche su quel versante i costi sono progressivamente saliti, come quelli delle materie prime», nota il gestore.

L’andamento del lavoro

«Il lavoro è diminuito a causa della concorrenza esplosa, sulla scia del turismo, nel comparto food e take-away. La città è sconvolta», riflette Carolo. Dipinge la paradossale deriva di un mercato che finisce per scacciare sé stesso.

«Il ponte di Calatrava ha deviato il 30% del traffico da questa direttrice. Tra il 2015 e 2016, Google ha inoltre indicato San Pantalon, e non più San Rocco, come itinerario principale da Piazzale Roma ai Frari. Lì il fatturato è dimezzato. Resistono le grandi multinazionali che possono spendere nell’indicizzazione dei siti».

La città che cambia

Venezia cambia e perde insegne che raccontano la sua identità. «A Rialto, dove i locatori sono sempre veneziani, il negozio è più grande, l’area di maggior passaggio, l’affitto è sui 5.000 euro, più 1.000 di magazzino», dice il gelataio. A San Rocco, il quartiere in questi giorni non lesina l’affetto.

«A detta dei clienti, il cioccolato fondente è il gusto che gli mancherà di più», scherza Tarcisio, «mentre secondo uno dei miei aiutanti, il più buono è cheesecake e per l’altro la veneziana, una crema aromatizzata, variegata con cioccolata e canditi all’arancio». Tra gli aficionados, c’è Massimo Cacciari. «Abita a due passi, a lui piacciono i gusti alla frutta», va a memoria Tarcisio. «Mela, melone, ultimamente limone. Ci saluta tutte le volte che passa di qui. Da che sono veneziano, politicamente finora è stato il sindaco migliore per questa città».

 

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