Cieca colta a scegliere fiori e a guardarsi i capelli allo specchio
Cieca al cento per cento di fronte alla legge. E, dunque, con pieno diritto alla pensione d’invalida civile, alla cosiddetta accompagnatoria e alla pensione d’inabilità al lavoro. Soldi – in tutto 141.606,55 euro – incassati per quasi dieci anni nonostante sia sì ipovedente, ma non al punto tale da essere incapace di vivere un’esistenza senza particolari ostacoli o quasi. Tanto che riusciva perfettamente a individuare nel portafoglio le banconote giuste da spendere e da dare in elemosina al termine della messa (e forse non basta il tatto, sia pure addestrato), a scegliere i fiori da comprare dal fiorista di fiducia e a verificare davanti allo specchio se il taglio e l’acconciatura freschi di parrucchiere fossero perfetti. Momenti di vita quotidiana filmati dagli investigatori.
Così il pm padovano Federica Baccaglini ha deciso di spedire a processo Maria Cristina Zanardo, 53 anni, residente a Bovolenta in via Ca’ Erizzo. Una richiesta che, ieri, è stata accolta in pieno dal gup Lara Fortuna: il processo davanti al giudice Claudio Marassi è stato fissato per il 9 luglio.
All’imputata è contestato il reato di truffa ai danni dello Stato, il soggetto che dal 2003 erogava pensioni e indennità. Insomma per l’autorità giudiziaria si tratterebbe di una falsa invalida. Adesso l’ultima parola ( in primo grado) spetta al giudice davanti al quale Zanardo si difenderà assistita dal penalista Ernesto De Toni. L’indagine era stata gestita dai carabinieri di Piove di Sacco dopo una serie di segnalazioni. Eppure tutta la documentazione presentata da Zanardo era regolare: dagli esiti delle visite oculistiche, effettuate presso la commissione sanitaria per gli invalidi civili dell’Usl 16 di Padova, al provvedimento adottato dalla commissione stessa. In particolare a seguito di un’istanza dell’interessata inoltrata il 16 marzo 2003, il 24 settembre dello stesso anno la commissione sanitaria aveva concluso per «lo stato di cieco assoluto... con residuo visivo di entrambi gli occhi attestato come “moto della mano”». Il riconoscimento della cecità assoluta era stato datato a partire dal 18 giugno 2003, passapartout per incassare la pensione come cieca civile assoluta, l’indennità di accompagnamento (che spetta solo a chi è cieco al cento per cento) e la pensione di inabilità al lavoro. (cri.gen.)
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








