Ciliegini a merenda intossicati 132 alunni di 6 scuole dell’Alta

PIOMBINO DESE. Bruciore alla gola, nausea, vomito, crampi addominali: 132 scolari di 6 elementari si sono sentiti male giovedì dopo avere fatto merenda con i pomodorini confezionati il 27 aprile e fatti arrivare da un distributore convezionato di Monselice nell’ambito del progetto della Comunità europea “Frutta nelle scuole”, che dovrebbe incentivare il consumo di frutta e verdura. Due sono stati anche portati al Pronto soccorso, venendo dimessi dopo la visita, gli altri sono stati assistiti a scuola o riconsegnati anzitempo ai genitori. Qualche bambino ha avuto un attacco di vomito sul bus scolastico. I pomodorini sono stati distribuiti a metà mattina a 400 scolari dei plessi di Trebaseleghe, Fossalta, Sant'Ambrogio, Silvelle, Torreselle-Levada e Ronchi. Nel giro di qualche minuto i primi sintomi, che hanno scatenato l’allarme. Il sospetto è subito caduto sui pomodorini perché il personale scolastico si era accorto che in diverse confezioni avevano il classico colore verdino della muffa. I docenti hanno immediatamente informato i dirigenti, che hanno avvisato l’Usl 15.
Per il preside Marcello Costa, reggente a Piombino Dese, i pomodorini erano marci. «Erano ammuffiti», accusa Costa, «praticamente durante il trasporto hanno fermentato e sono arrivati in quelle condizioni. Abbiamo interessato l’Usl, che ha inviato dei sanitari. L’elementare di Piombino si è salvata perché i collaboratori scolastici hanno evitato di distribuirli, dopo avere notato che qualcosa non andava. Forse negli altri plessi hanno scartato i guasti e dato quelli apparentemente integri. Probabilmente l’aspetto esterno andava bene, mentre la fermentazione interna era già avvenuta». A Piombino le confezioni ammuffite sono state fotografate e le immagini inviate al centro di distribuzione del consorzio, in Emilia Romagna. Costa è rammaricato: «È un ottimo progetto educativo, ma questo episodio ha creato una situazione imbarazzante».
Ieri mattina, nei plessi elementari dove si erano verificati i malori, c’è stata l’ispezione del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Usl 15, che ha acquisito anche le schede di distribuzione del progetto.
«Si è trattato di intossicazione», confermano i medici intervenuti. «Evidentemente una partita di pomodorini presentava problemi di conservazione o di cattivo lavaggio, sicuramente di tempi lunghi nel trasporto con il primo maggio di mezzo. Abbiamo preso dei campioni e li abbiamo inviati all’Arpav di Verona per le analisi chimiche e microbiologiche. I sintomi accusati dai bambini sono stati leggeri e sono durati un paio d’ore. Si sono manifestati con bruciore alla gola seguito da vomito, diarrea e crampi. S’è trattato di un disturbo leggero, ieri erano tutti a scuola». I sanitari non si sbilanciano sulle cause dell’intossicazione, attendono gli esiti: «La muffa non dovrebbe dare sintomi del genere, comunque quei pomodorini andavano lavati e molti hanno ritenuto non fosse necessario».
Sconcertato il sindaco di Trebaseleghe, Lorenzo Zanon. «La mensa non c’entra, il progetto della frutta a scuola è gestito interamente dagli istituti scolastici. La scuola sta facendo tutto ciò che deve fare, se ci sono delle particolari necessità noi siamo disponibili a dare un supporto».
Infuriate le famiglie: «Non è la prima volta che viene lamentata la qualità scadente della frutta fornita», sottolinea Francesco Casarin di Fossalta. «Non è chiaro come mai siano stati dati pomodorini ai bambini alle 10, la scuola non ha fornito alcuna spiegazione o comunicazione». Molti, in paese, i genitori che hanno accompagnato i loro figli dal pediatra nel pomeriggio di giovedì.
(ha collaborato
Dario Guerra)
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