Rinasce il cinema Altino a Padova: diventerà un centro culturale
Il progetto della Fondazione Chiara e Francesco Carraro per l’ex sala cinematografica di via Altinate, chiusa al pubblico da vent’anni. Due anni di lavori, restyling previsto anche per il Mignon

L’ex cinema Altino, uno dei luoghi più iconici della città, chiuso dal 2006, dopo vent’anni è pronto a tornare alla realtà da protagonista diventando, come vuole la Fondazione Chiara e Francesco Carraro, un polo culturale nel cuore pulsante di Padova. Il progetto che trasformerà l’ex sala cinematografica è stato presentato ieri mattina proprio nell’ex cinema di via Altinate.
Il piano
«Dopo l’acquisizione dell’immobile abbiamo avuto l’idea di portare qui, all’Altino, non solo la collezione delle opere d’arte della Fondazione Chiara e Francesco Carraro, ma anche di creare uno spazio dedicato all’arte contemporanea pensando ai giovani e all’Università», spiega Enrico Carraro, presidente della Fondazione Chiara e Francesco Carraro.
«Questo è un luogo simbolico per Padova a cui vogliamo dare nuova prospettiva. Contiamo di concludere i lavori di riqualificazione in due anni. Tra l’altro ci piacerebbe anche poter sfruttare il terzo “livello” dell’Altino ovvero la terrazza. Ora speriamo che anche l’amministrazione comunale continui a starci vicino», conclude Enrico Carraro.
Accanto a lui, Mauro Baronchelli, direttore della Fondazione Chiara e Francesco Carraro: «Vorremmo che questo diventasse uno spazio capace di ospitare una programmazione dinamica, viva; uno spazio in grado di accogliere non solo la collezione delle opere d’arte che erano ospitate a Ca’ Pesaro, ma anche incontri, conferenze e appuntamenti musicali. La speranza insomma è che l’Altino diventi un luogo di frequentazione continua».
Sindaco e assessore
Chiamati direttamente in causa dal “padrone” di casa, il sindaco Giordani e l’assessore Colasio, entrambi presenti all’esposizione del progetto di restyling, non si sottraggono alla richiesta rivolta loro da Enrico Carraro, anzi.

Per Giordani avere saputo dell’acquisto dell’Altino da parte della famiglia di imprenditori padovani «è stato un tuffo al cuore. Enrico è stato bravissimo a pensare a questo progetto. L’Altino era rimasto un buco nero nella città e questo mi ha sempre dato un fastidio grandissimo. Da parte nostra ci sarà sempre la massima collaborazione».
Parole a cui si aggiungono quelle dell’assessore alla cultura, Andrea Colasio: «Qui una storia imprenditoriale si affianca alla cultura e queste è una tradizione per Padova. Quella che sta iniziando è un’operazione fondamentale per la città. La Fondazione Chiara e Francesco Carraro sta ritessendo una catena della memoria cittadina. Padova sta investendo anche sugli artisti contemporanei e penso che tra poco potrebbe candidarsi come capitale nazionale del contemporaneo».
L’Open day
Prima dell’inizio dei lavori di recupero, l’Altino riaprirà, eccezionalmente, le sue porte alla cittadinanza per uno speciale Open day domani e domenica, dalle 10 alle 22. Protagonista sarà l’installazione “Afterglow” di Atej Tutta. «L’idea tenere aperto, ai cittadini, l’Altino per due giorni è stata geniale», sottolinea il sindaco Sergio Giordani.
La storia
Il lotto su cui è nato il cinema Altino era stato raso al suolo dai bombardamenti del 1944. L’architetto Quirino De Giorgio, allora amministratore della Ricostruzioni edilizie spa, propose di acquistarlo e trasformarlo. Così da cinque piccole abitazioni distrutte nacque una delle sala cinematografiche più frequentate e simboliche della città.
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