Boom di cinghiali sui Colli, ma la caccia è ferma da mesi

Il presidente del Parco: «Stop a selezione per revisione alle misure di sicurezza». Alcune delle trecento altane vanno rimosse, ma sono attive le trappole Pig Brig

Gianni Biasetto
Una trappola per cinghiali
Una trappola per cinghiali

Invasione di cinghiali tra i colli Monteortone e Monterosso, al confine con la zona termale di Abano. Nelle ore serali e notturne scendono a valle a branchi da quindici a venti esemplari, e fanno man bassa di raccolti. Si avvicinano senza alcun timore anche alle abitazioni e rovinano orti e giardini. Del problema è a conoscenza l’ente Parco Colli che è stato più volte sollecitato ad intervenire anche da alcune aziende agricole e agrituristiche della zona.

Negli ultimi mesi la situazione però è peggiorata anche perché è dalla metà dello scorso dicembre che i selecontrollori – i cacciatori abilitati a sparare ai cinghiali dalle altane – sono fermi.

«Ad oggi non abbiamo alcuna indicazione da parte dell’Ente su quando potremo riprendere l’attività», spiegano i selezionatori, «abbiamo perso un periodo favorevole per le catture e nel mese di aprile le femmine gravide partoriranno».

Del perché l’attività di selezione è sospesa, lo spiega il presidente dell’Ente, Alessandro Frizzarin: «Come ogni anno, i selecontrollori devono attendere la delibera dell’Ente che li autorizza ad uscire», osserva il presidente.

Che aggiunge: «Un passaggio che comporta, come prevede il Priu (Piano regionale interventi urgenti) una attenta valutazione sull’attività svolta nel 2025, su quanti esemplari sono stati abbattuti, su quanti maschi, quante femmine e quanti piccoli. Quest’anno, inoltre, abbiamo attivato un attento monitoraggio delle postazioni e come prevede la normativa stiamo facendo fare su ognuna una perizia balistica per garantire l’incolumità sia degli operatori che dei residenti del posto. Ci siamo accorti che alcune delle trecento postazioni che sono distribuite sul territorio del Parco presentano delle criticità e per questo vanno rimosse o spostate».

Il presidente Frizzarin spiega che in questi mesi senza selecontrollori l’attività di controllo degli ungulati nell’area protetta è andata avanti con la squadra faunistica del Parco Colli, che utilizza i chiusini di nuova generazione – i cosiddetti Pig Brig che consentono di catturare anche dieci esemplari per volta.

«Lo confermano i numeri», rivela Frizzarin, «perché nei primi due mesi del 2026 sono stati catturati quasi il doppio dei cinghiali dello stesso periodo del 2025. Contiamo appena dopo Pasqua di approvare la delibera che sblocca la situazione. È evidente che qualcosa rispetto al passato cambierà. Non possiamo mantenere attive oltre trecento altane, molte delle quali non raggiungono il numero minimo di catture previsto. Una revisione del sistema andava fatta, sia per la sicurezza degli operatori che dei cittadini».

Infine, conclude: «L’attività dalle altane è molto rischiosa, per il bene di tutti in accordo con la direzione dell’Ente abbiamo scelto di effettuare, come prevede la normativa, le perizie balistiche su ognuna delle postazioni». 

 

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