Cinquecento Rom a dare l’ultimo saluto al patriarca del clan

TREBASELEGHE. Mezzo migliaio di persone, da tutta Italia, e tante corone di fiori: la comunità Rom si è stretta nel pomeriggio intorno a Giorgio Braidich. Il patriarca, che aveva 78 anni ed abitava in via Massari a Torreselle, si è spento domenica, a mezzogiorno, nel reparto di geriatria dell'ospedale di Camposampiero dove era ricoverato da una decina di giorni.

Con lui se n'è andato per sempre il primo nucleo dei Braidich, che arrivarono nel Camposampierese nel primo dopoguerra in cerca di un destino migliore. È stato scelto il passo del vangelo delle Beatitudini per la messa di commiato: «Era un uomo mite, che sapeva voler bene», la descrizione del celebrante.
Sposato con Rosaria d'Attardi, era padre di sei figli, quattro maschi e due femmine. Intorno a loro si sono stretti decine di parenti e amici, da diverse regioni d'Italia: donne, uomini e bambini della comunità Rom hanno così riempito la chiesa di Trebaseleghe; sul carro funebre e sulla bara diverse corone di fiori, con le dediche a un riferimento apprezzato da tutti per il carattere buono e rispettoso del prossimo.
Giorgio era il più giovane di tre fratelli, tempo fa sono mancati i più anziani, Giovanni e Carlo. Dopo aver messo radici in Italia, la famiglia è gradualmente cresciuta e si è allargata, figli e nipoti sono nati tutti qui e hanno frequentato le scuole, iniziando alle elementari di Torreselle. Nell'epigrafe, è stata scelta una frase: «So che in fondo alla strada il Signore mi aspetta».

Già da domenica, appena la notizia della scomparsa del riferimento della comunità ha iniziato a passare di persona in persona, è iniziato un fitto via vai di amici e parenti che hanno voluto salutare Braidich nella camera ardente allestita nella sua abitazione.
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