Clandestino non sarà espulso perché gay: «Nel suo paese è in pericolo»

Un giovane nigeriano ha ottenuto la sospensione del decreto di espulsione: «Se fosse rimpatriato rischierebbe fino a 14 anni di carcere perché omosessuale dichiarato»
TOSATTO - DIATRIBA TRA NIGERIANI. TOSATTO - DIATRIBA TRA NIGERIANI.
TOSATTO - DIATRIBA TRA NIGERIANI. TOSATTO - DIATRIBA TRA NIGERIANI.

PADOVA. Si oppone all’espulsione perché nel suo paese perseguitano gli omosessuali. E così un giovane gay nigeriano ha ottenuto il permesso di soggiorno in Italia. Una vittoria giuridica conseguita dai legali di Federcontribuenti Veneto. «Il 6 marzo 2012 – spiega l’avvocato Carla Favaron, responsabile del coordinamento dell’ufficio legale – la questura di Padova ha emesso il foglio di via in quanto il nostro assistito si era trattenuto in Italia oltre la scadenza del permesso di soggiorno turistico. Data l'omosessualità dichiarata del ventiseienne e verificate le gravissime pene che vengono irrogate in Nigeria nei confronti degli omosessuali, abbiamo deciso di presentare ricorso al giudice di pace di Padova». Il motivo? Un eventuale espulsione nel suo paese d’origine avrebbe provocato un grave pericolo per l’incolumità del giovane.

In Nigeria infatti la condizione di una persona omosessuale è perseguita per legge: «L'articolo 21 della costituzione nigeriana, in combinato disposto con gli articolo 214 e 217 del codice penal, prevedono che ogni persona che ha rapporti con persone dello stesso sesso è perseguibile con 14 anni di carcere». A ciò si aggiunge che nelle aree governate dalla Sharia la punizione è di cento frustate se gli uomini non sono sposati e un anno di prigione seguito da lapidazione se gli uomini sono sposati.

Da qui il ricorso per il giovane nigeriano: «Il giudice di pace di Padova – conclude il legale di Federcontribuenti Veneto -, dimostrando grande sensibilità il 26 luglio del 2012 ha sospeso l'efficacia del decreto di espulsione e questo è un primo importantissimo passo: dimostra l’apertura del nostro Paese nei confronti degli omosessuali stranieri perseguitati in patria. Nel frattempo il giudice si riserva di prendere ogni opportuna decisione sulla causa, e sul da farsi ma l'importante è che questo ragazzo ora è libero di rimanere in Italia».

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