Comune, bilancio sgonfio e la bicipolitana non parte

Ci vogliono ventidue milioni di euro per realizzare i sogni contenuti nel Bici Masterplan approvato definitivamente dalla giunta a ottobre scorso. Ma al momento una sola delle diciassette linee della bicipolitana ha una copertura economica, quella fra la stazione e la Zip, finanziata dal governo ai tempi di Gentiloni con 990 mila euro (ai quali se ne aggiungono 580 mila del Comune e 80 di Aps Holding). Per le altre linee semplicemente non ci sono soldi.
bici bucate
Il campanello d’allarme era già suonato con l’approvazione del bilancio. Nel documento contabile, infatti non c’è traccia di stanziamenti per la bicipolitana, a parte 200 mila euro per un intervento in via Maroncelli. Così il vicesindaco Arturo Lorenzoni, giovedì pomeriggio, durante un incontro con il gruppo mobilità di Coalizione Civica e con esponenti della rete cittadina per la mobilità sostenibile ha dovuto ammettere laconicamente che l’obiettivo è tutt’altro che a portata di mano. Quest’anno sarà già tanto se si riesce a fare la linea per la Zip e a sistemare le piste di corso Milano. Tutto il resto - con buona pace dei proclami di città ciclabile - slitta al 2022. Nel frattempo bisognerà dare la caccia a finanziamenti di ogni tipo.
una tira l’altra
A Palazzo Moroni nessuno ha mai promesso di realizzare il Bici Masterplan in un anno o due. Nel documento c’è scritto che l’obiettivo è avere tutte le linee nel 2030. Però la salita è più ripida di quanto non ci si aspettasse. Quest’anno partiranno i lavori per collegare la Zip alla stazione. E, se saranno trovati i soldi, si sistemeranno le piste di corso Milano, che sono nate male, non sono protette, non hanno la segnaletica adeguata e vanno raccordate con la linea di Chiesanuova. Di certo c’è solo che si farà la sistemazione di via Maroncelli, 200 mila euro disponibili per 700 metri. Un lavoro tra i 42 inseriti nella lista di quelli da realizzare a breve-medio termine. Altri soldi non ce ne sono e l’unica speranza per i ciclisti è che si possano avere benefici dagli interventi di moderazione del traffico, finanziati - quelli sì - con un milione di euro.
la viabilità è ferma
Lorenzoni, tra l’altro, ha dovuto ammettere che il settore mobilità è quasi fermo, in attesa del sostituto del dirigente che è andato in pensione. A marzo la situazione dovrebbe tornare alla normalità, poi ci vorrà un po’ di tempo per l’inserimento del nuovo timoniere. Il vicesindaco spera che, come a Pesaro, la realizzazione della prima linea possa accendere l’entusiasmo della città per proseguire di slancio. Ma l’entusiasmo non porta soldi. E anche i 150 milioni appena messi a disposizione dal governo richiedono un co-finanziamento del Comune. Che al momento non è possibile. —
Riproduzione riservata © Il Mattino di Padova








