Il Comune di Campodarsego vince al Tar: Bcc condannata a un risarcimento da 17 mila euro

Con lo scoppio della pandemia da Covid-19, l’istituto di credito ha interrotto l’utilizzo degli spazi continuando a vietarne l’accesso anche a emergenza sanitaria finita

Matteo Bernardini
Sala in Bcc a uso comunale
Sala in Bcc a uso comunale

Il Comune di Campodarsego, rappresentato dall’avvocato Silvia Viaro, ha vinto anche nel merito il ricorso al Tar presentato contro la Bcc di Roma (ex Banca di credito cooperativo dell’Alta Padovana), difesa dai legali Emanuele Ghiotto, Giuseppe Giacon, e Nicola Maragna; Bcc che, dopo la pandemia, aveva impedito all’amministrazione comunale, contravvenendo a una precedente convenzione stipulata, l’uso gratuito di una sala interna dell’istituto di credito per 30 giorni, complessivi, all’anno.

La sentenza

La Bcc di Roma, così come disposto dal collegio del Tribunale amministrativo regionale presieduto dal giudice Grazie Flaim, è stata condannata «a cessare qualunque molestia, turbativa e ostacolo all’uso gratuito da parte del Comune di Campodarsego della sala polivalente del centro direzionale “Altaforum” (della banca) alle condizioni previste dalla convenzione stipulata con l’amministrazione comunale in data 19 novembre 1994».

L’istituto di credito è stato inoltre chiamato a risarcire i danni subiti dal Comune versando la somma di 17.458 euro e a pagare le spese di lite quantificate in complessivi 3.000 euro.

La vicenda

La vicenda prese avvio nel 1994, quando l’amministrazione comunale firmò una convenzione urbanistica per la realizzazione del centro direzionale dell’allora Banca di credito cooperativo dell’Alta Padovana, istituto poi confluito negli anni nella Bcc di Roma.

In base all’accordo, il Comune concesse tutti i permessi edilizi necessari, subordinandoli però a una condizione ben precisa: la possibilità di utilizzare, per 30 giorni complessivi all’anno, una sala all’interno della struttura per lo svolgimento di attività pubbliche di interesse sociale e culturale.

Un impegno che, per lungo tempo, era stato rispettato senza particolari attriti tra le parti. La situazione rimase invariata fino allo scoppio della pandemia da Covid-19, che ha inevitabilmente interrotto l’utilizzo degli spazi.

Tuttavia, una volta terminata l’emergenza sanitaria, secondo quanto sostenuto dal Comune, la banca aveva iniziato a negare l’uso della sala, discostandosi dagli accordi sottoscritti. In un primo momento l’utilizzo, previsto a titolo gratuito, sarebbe stato subordinato al pagamento di un corrispettivo, condizione mai contemplata nella convenzione originaria.

Per circa due anni le parti hanno tentato una soluzione bonaria attraverso il confronto tra i rispettivi legali, ma senza esito. Dopodiché l’Amministrazione comunale ha deciso di rivolgersi al Tar, impugnando il comportamento della banca e chiedendo il rispetto degli accordi relativi all’uso della sala Altaforum.

Il provvedimento

L’8 gennaio scorso il Tar aveva già accolto l’istanza cautelare presentata dal Comune di Campodarsego.

Ora, dopo essersi aggiudicata il primo round della contesa giudiziaria nei giorni scorsi è arrivato anche il verdetto definitivo che ha dato di nuovo, e questa volta in via definitiva, ragione all’Amministrazione comunale di Campodarsego che potrà dunque tornare a usufruire gratuitamente (per il periodo concordato) della sala della banca ricevendo inoltre il risarcimento danni.

 

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