Comuni «liberati» dal patto di stabilità Arrivano 37 milioni

Per decreto del Ministero dell’Economia pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 16 maggio, si sbloccano i pagamenti della Pubblica amministrazione: oltre 8 miliardi. Più della metà (4,5 miliardi) servono a “liberare” dal patto di stabilità i pagamenti di Province e Comuni con disponibilità di cassa.
In Veneto si tratta di 328 milioni. E a Padova e provincia “scattano” 37 milioni di euro. A palazzo Moroni, il saldo contabile di Tesoreria a fine 2012 ammontava a 66,7 milioni di euro. Soldi già incassati nell’arco di quattro anni (prima con l’Ici e poi con l’Imu, ma anche con l’addizionale Irpef), letteralmente “congelati” dal patto di stabilità. Adesso il governo Letta per decreto rimette in moto l’economia legata agli enti locali.
Esulta l’Ance.
I costruttori - attraverso il loro centro studi - calcolano in 52,5 milioni l’importo complessivo di cui beneficia la nostra provincia: ci sono, infatti, altri 15,5 milioni di euro che possono essere pagati alle imprese dalla Provincia che vanno aggiunti ai 37 milioni destinati ai Comuni.
Un provvedimento che va a sanare parte dei debiti degli enti locali» evidenzia il direttore del Collegio costruttori edili di Padova, Leonardo Pesadori, «Ben 37,2 milioni riguardano fatture del 2012 e degli anni precedenti ancora da saldare, mentre 15 milioni e 300 mila euro vanno a liquidare fatture di questi primi mesi 2013».
Aggiunge il presidente dell’Ance di Padova Tiziano Nicolini: «È un risultato importante, poiché porta una concreta boccata d’ossigeno alle tantissime imprese edili che da tempo vantano crediti per lavori già eseguiti, ma anche ai Comuni e ai territori che dispongono di liquidità nei bilanci. Attenzione: questo è solo il primo passo».
Spiega Nicolini, perché il decreto non basta: «Ora serve uno sforzo governativo per allentare globalmente il patto di stabilità, perché questo decreto è un palese riconoscimento della necessità di risolvere i problemi legati ai vincoli sugli investimenti degli enti locali. Noi dell’Ance lo sosteniamo con forza e da lungo tempo: non è accettabile che gli enti locali, con risorse nelle lorocasse, siano costretti a rimanere con le mani legate in questo momento di crisi, mentre le nostre imprese affondano nei debiti fino ad essere costrette a non pagare gli stipendi ai propri lavoratori».
L’elenco.
Per il Comune di Padova i pagamenti per investimenti fuori dal patto di stabilità sono 11 milioni 619 mila euro, mentre per la Provincia sono quasi 15 milioni.
Ecco le cifre degli altri Comuni padovani: Montegrotto 2 milioni 711 mila euro; San Giorgio in Bosco un milione 889 mila; Piombino Dese un milione 842 mila; Noventa un milione 354 mila; Monselice un milione 196 mila; Polverara un milione 84 mila; Cittadella 929 mila; Carmignano di Brenta e Saonara 851 mila; Vigonza 823 mila; Selvazzano 592 mila; Montagnana 583 mila; Camposampiero 544 mila; Abano 497 mila; Legnaro 493 mila; Fontaniva 492 mila; Villanova di Camposampiero 470 mila; Correzzola 445 mila; Tribano 294 mila più 83.231 mila di anticipazioni dalla Cassa depositi per complessivi 377.231 mila euro; Ponte San Nicolò e Sant’Angelo di Piove 350 mila; Solesino 323 mila; Cervarese Santa Croce 319 mila; Pozzonovo 289 mila; Cadoneghe 279 mila; Massanzago 257 mila; Borgoricco 255 mila; Piove di Sacco 252 mila; Conselve 235 mila; Saccolongo 230 mila; Galzignano 226 mila; Piazzola 220 mila; Este e Villa Estense 195 mila; Santa Giustina in Colle 182 mila; Arquà Petrarca 165 mila; Battaglia 163 mila; San Giorgio delle Pertiche e Santa Margherita d’Adige 156 mila; Cartura 148 mila; Agna 132 mila; Bovolenta 129 mila; Vescovana 127 mila; Urbana 121 mila; Maserà 120 mila; Loreggia 113 mila; Vo’ 100 mila; Baone 97 mila; San Pietro in Gu 94 mila; Trebaseleghe 92 mila; Brugine 89 mila; Galliera 86 mila; Boara e Saletto 81 mila; Cinto Euganeo 80 mila; Grantorto 79 mila; Campo San Martino 68 mila; Villa del Conte 62 mila; Pernumia 61 mila; Masi 60 mila; Megliadino San Fidenzio 59 mila; Villafranca 56 mila; Ospedaletto 53 mila; Campodoro 35 mila; Casalserugo 31 mila; Teolo 25 mila; Due Carrare e Tombolo 22 mila; Albignasego 16 mila; Piacenza d’Adige e Veggiano15 mila; Curtarolo 10 mila; Codevigo e Sant’Elena 7 mila; Granze 5 mila; Carceri e Megliadino San Vitale 3 mila; Rubano 2 mila.
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